![]() |
![]() |
||||||||
A 2150 gradi Farenheit fonde la ghisa
anno 9 - gennaio marzo 2000 - n. 1
Direttore Antonio Aldrighetti Direttore Responsabile Enzo Righetti Redazione Giancarlo Pegoraro, Maurizio Geron Coordinamento Maria Luisa Perini
![]()
![]()
Si è aperta in molte aziende la fase di rinnovo degli accordi integrativi. La fase attuale, congiunturale e normativa è in fermento ma non ci impedisce di aprire i confronti con le aziende. Le fasi di rinnovo dei contratti aziendali rappresentano momenti importanti per la vita in una fabbrica: sotto l'aspetto economico (da sempre la parte che più attira), e nondimeno sotto l'aspetto normativo con il famoso motto "la salute innanzitutto". Sono periodi che riscaldano l'ambiente, che creano aspettative, che danno soddisfazione, che senz'altro ci portano a confrontarci con l'azienda in maniera più aperta, collettivamente uniti più che in altre occasioni.
Sono occasioni dove il sindacato e il delegato sono artefici, punti di riferimento (nel bene e nel male, l'ultimo per l'azienda) punti d'incrocio e di decisione del risultato finale. Perché questo? Perché a loro spetta il compito di comporre il risultato finale. A loro spetta il compito non solo di interpretare al meglio le aspettative dei colleghi, ma di " sfruttare al massimo le potenzialità aziendali disponibili", combinando una serie di condizioni. Il dire il fare e l'ottenere in questo momento sono verbi che legati bene improntano il risultato finale, ma in caso contrario mandano all'aria tutto. Cosa può succedere?
Le richieste sono giuste ma sbagliamo strada. Arriviamo tardi e male.
Le richieste sono sbagliate. La strada sarà sempre lunga e i risultati scarsi.
Le richieste sono giuste, la strada giusta. I risultati soddisfacenti.
Questultima è la strada che la FIM vuole percorrere. Dobbiamo attrezzarci per evitare possibili errori, per conoscere al meglio la nostra realtà lavorativa. Formazione ed informazione sono gli strumenti che adotteremo. La formazione sarà mirata a quanti saranno impegnati in questo lavoro. L'informazione sarà realizzata tramite la pubblicazione in questo giornale degli accordi fatti a Padova. Accordi che possono essere riferimento conoscitivo e indicativo di tutto quanto succede in provincia realizzato da nostri amici e che può tornarci utile. A questo punto non resta che metterci al lavoro. Alla prossima.
Maurizio Geron
LE NUOVE RELAZIONI SINDACALI NELL'ARTIGIANATO IMPONGONO UNA ADEGUATA CONTRATTAZIONE
Non solo nel Veneto ma anche a livello nazionale l'artigianato è un settore produttivo molto rilevante per il numero di addetti che lo compone e per il notevole peso economico che ha. Nel Sindacato Confederale e nella CISL in particolare, da tempo, è aperto un dibattito rispetto a due grandi temi:
le nuove relazioni sindacali e la nuova contrattazione nel comparto.
Il grande obbiettivo consiste nel tentativo di dare rappresentanza nel migliore dei modi ai lavoratori dipendenti delle imprese artigiane in coerenza con la dinamica del settore e con i risultati economici dei vari comparti produttivi. La positiva esperienza degli Enti Bilaterali, ormai affermati in tutte le regioni italiane, anche se con modalità e risultati diversi ed il possibile sviluppo che gli stessi possono avere con un potenziamento del loro ruolo, può dare anche al sindacato dei risultati in termini di rappresentanza e di ruolo attivo nella politica del reddito dei dipendenti. La nostra esperienza, di operatori sindacali tra i dipendenti da impresa artigiana e di operatori di Sportello EBAV, ci fa toccare con mano lo stretto rapporto che si crea con i dipendenti quando accedono alle nostre sedi per compilare una qualsiasi domanda di sussidi dell'Ente. In queste occasioni ci viene riconosciuto un ruolo, si compila una domanda che consente di avere una integrazione di reddito direttamente a casa loro; si crea un confronto diretto con il dipendente, anche sui valori e sul ruolo del sindacato e spesso si conclude con l'adesione tramite il tesseramento. Le sedi sindacali sono frequentate anche da giovani perché ricordiamo che 1'80% degli occupati dell'artigianato sono giovani. All'interno di questo dibattito, visto il cammino fino qui fatto, riteniamo siano importanti due fattori: non pensare che si possa dare una risposta positiva senza un forte ruolo confederale, sia contrattuale che operativo, e non sottovalutare il ruolo che possono avere gli enti bilaterali. E' nostra impressione che il lavoro svolto dalle categorie nell'artigianato, sia ancora del tutto relativo e secondario rispetto alle affermazioni politiche e congressuali che spesso sia la corsa ad accaparrarsi ruoli: nella contrattazione, nei Comitati di Categoria ecc. senza nessun confronto con i dipendenti e gli operatori che lavorano in stretto rapporto. Basti pensare che i 17 servizi che l'EBAV fornisce ai dipendenti artigiani tra il primo ed il secondo livello, moltiplicato poi dalla fantasia (talvolta assurda) delle categorie, comportano oggi centinaia di varianti, un po' troppe per essere ben gestite ed essere comunicate alle lavoratrici ed ai lavoratori. Se poi facciamo una riflessione seria sullo stato dei servizi, ma pochi se ne accorgono, il riconoscimento da parte dei dipendenti di queste opportunità fa lievitare continuamente le richieste di contributi. Se non si accompagna la richiesta con un aumento delle entrate si va verso il blocco, come stiamo tutti constatando, dei servizi EBAV. Occorre quindi decidere il da farsi perché una cosa è certa, che la paralisi e il fare finta di niente, distrugge quanto fatto. Occorre decidere il ruolo della contrattazione: se dare spazio al secondo livello (che nella piccola impresa non può che essere il livello regionale) o se invece ci spendiamo per rafforzare il ruolo degli Enti Bilaterali.
Nel primo caso si deve attribuire il risultato economico in busta paga dei dipendenti con cifre irrisorie e non identificabili dalla massa; nella seconda ipotesi raggiungeremo l'obiettivo distribuendo le risorse in maniera mirata per dare risposte ai problemi e ai disagi (aziendali e familiari). Attraverso il rafforzamento del nostro ruolo nell'accesso a queste forme di salario si aprirà la possibilità di una trattenuta sindacale sul salario medesimo.
Abbiamo grosse opportunità di ulteriore rilancio degli Enti Bilaterali dando risposte positive ai problemi del dibattito politico in corso sulla partita della previdenza complementare rispetto alla quale gli Enti Bilaterali possono essere i soli, oggi, in grado di garantire una capillare informazione alle imprese e ai loro dipendenti. Pensiamo poi alla riforma degli ammortizzatori sociali ed al ruolo che possono assumere gli Enti Bilaterali. Ad esempio l'integrazione al reddito dei dipendenti sospesi dal lavoro, il contributo assistenziale dell'Inps (oggi indennità di disoccupazione ordinaria) la possibilità di gestire tutta la partita (contributo EBAV e Disoccupazione) direttamente, e non attraverso aziende come la malattia o la CIG. Per il problema dei costi di gestione si può utilizzare il modello dei Patronati Sindacali.
Siamo convinti che, oggi, gli Enti Bilaterali sono pronti ad assumersi questo ruolo.
Potremmo continuare il discorso, l'elenco della spesa. Di una cosa siamo convinti che per adempiere il ruolo di rappresentanza occorre una grande voglia di fare, di progettare, di inventare nuovi e partecipati percorsi perché, specie nella piccola impresa, il conflitto non paga essendo esso non funzionale alla soluzione dei problemi. Questo considerazioni vogliono esprimere alcune idee da confrontare e integrare con altre per non emarginare i lavoratori dell'artigianato a lato del dibattito politico sindacale ma riconoscere loro lo spazio che gli è dovuto per il ruolo che l'impresa artigiana ha sul territorio.
ORARIO PLURISETTIMANALE
Così l'abbiamo chiamato perché flessibilità ci sembrava una parola che spaventa i lavoratori, i quali hanno dimostrato una difficoltà enorme nel capire l'innovazione che in sintesi si può ricondurre a:
1. Un milione a testa all'anno.
2. 100 ore per i giornalieri, 96 per i doppio turnisti, 66 per i triplo turnisti di carico di ore oltre l'ordinario.
3. Ogni ora di carico al momento dello scarico viene moltiplicata per 1.05.
4. Il carico può avviene come lo desidera il lavoratore basta che dia nella settimana le ore previste.
5. Lo scarico avviene come lo desidera il lavoratore basta che stia a casa sua le ore che sono previste.
6. Il carico e lo scarico avvengono nei periodi che vengono individuati dal gruppo di lavoro composto da tre RSU e tre dirigenti aziendali.
7. Comunque i lavoratori hanno sempre davanti il calendario per i successivi due mesi.
8. Il gruppo di lavoro tiene in costante osservazione l'andamento in funzione di investimenti, assunzioni comunque previsti in ragione rispettivamente di circa 2.5 mld e di 15 assunzioni al momento della firma.
9. Scomparsa dello straordinario per gli operai.
10. Niente milione e tetto a 60 ore/anno per gli impiegati. L'innovazione ha procurato, nel primo mese di vigenza, effetti i più disparati possibili, per esempio partecipiamo a riunioni, presenti anche dirigenti, nelle quali spieghiamo al middle management aziendale come si deve comportare con i lavoratori e con la propria organizzazione del lavoro. I capi reparto si rivolgono a noi per decidere se dare o meno le ferie ai lavoratori, cosa che prima tentavano sempre di negare in presenza di carico di lavoro. Decidiamo con i responsabili dei vari enti lo spostamento di lavoratori che chiedono di essere messi in mobilità interna al fine di migliorare la propria posizione. In definitiva il ruolo del Sindacato è stato elevato di parecchi gradini facendoci rendere conto del bisogno formativo che indubbiamente abbiamo. Noi abbiamo un basso livello scolastico ma conosciamo l'azienda come le nostre tasche. "Loro" hanno studiato ma hanno creato un "mostro" che non conoscono e che senza di noi non sanno dirigere. Risultato loro debbono conoscere di più la loro azienda noi dobbiamo sapere di più ed è per questo che abbiamo avuto l'intuizione di questo gruppo di lavoro che decide praticamente su tutto. Basti pensare che l'integrativo dice che dobbiamo essere messi in condizione di esprimere parere preventivo su ogni scelta aziendale che modifichi il premio di risultato composto da Redditività, Qualità, Capacità di rispetto dei tempi di consegna, e del rispettabile valore di 3.700.000 lire a testa pari per tutti. Dire di esprimere un parere preventivo su scelte che inevitabilmente incidono sul conto economico dell'azienda è, a nostro parere, una grande conquista ma anche una grande responsabilità proprio perché siamo rappresentanti dei lavoratori, che a questo punto devono studiare per non dire fesserie. E' stata ed è comunque un'esperienza esaltante che ci ha convinto che abbiamo delle cose intelligenti da dire e da fare, ma contemporaneamente queste cose rischiano di allontanarci dai lavoratori che, è bene dirlo, ci vedono ancora come coloro che fanno sciopero all'azienda e basta lasciandoli in condizioni di "vendersi" individualmente al miglior prezzo; lo straordinario era il mezzo più sicuro per garantire gli intrecci più perversi tra "capo" e lavoratore lasciando l'azienda con il costo di un'ora straordinaria che probabilmente non gli serviva. Noi abbiamo rotto il giocattolo al quadro intermedio che ci odia ma anche a quei lavoratori che avevano fondato la loro posizione sulla "disponibilità". Convincere questi soggetti è stata opera che vi lascio immaginare, il risultato del voto è stato: 127 favorevoli, 43 contrari, 33 astenuti su 380 aventi diritto. Tutto da meditare.
Alessandro Barbiero
RSU ZF Padova Spa
ANNO 2000
ALLA FKI KOMATSU SPA SI VOLTA PAGINA
Con l'accordo ponte sottoscritto tra le parti sociali (azienda, rsu e OOSS) in data 27 dicembre 1999 si è chiuso un periodo storico nei rapporti sindacali con l'azienda di Este ex Utita, ormai divenuta la più grossa realtà della provincia di Padova (oltre 800 dipendenti, produttrice di macchine movimento terra, dal novembre 1996 passata di mano dalla FAI di Bettanin imprenditore vicentino al gruppo giapponese multinazionale KOMATSU).
L'intesa raggiunta sul premio di risultato di ca. Lit. 2.500.000 per dipendente, parte erogata a gennaio e saldo a giugno 2000, ha definito la chiusura dell'anno 1999 e contestualmente ha formalmente aperto le trattative per la contrattazione del premio di risultato e per altre richieste elaborate dalle rsu e dalle Organizzazioni sindacali per i prossimi 4 anni con un impegno politico, secondo noi importante, sottoscritto da tutte le parti di definire il nuovo contratto entro il 30 aprile 2000.
La direzione Fki, in parte rinnovata con management italo-giapponese, ha deciso dì assumere nel calcolo del prossimo p.d.r. i parametri relativi alla qualità e all'efficienza produttiva, accogliendo la richiesta del Sindacato (sostenuta con forza in particolare dalla Fim). Da qualche anno avevamo posto questi obiettivi come elementi strategici per migliorare le performance organizzative e produttive di Fki inserita, come già detto, nel mercato mondiale del settore movimento terra.
L'obiettivo, ricercato e centrato, di svolta nei rapporti sindacali interni, va attribuito a chi nel Sindacato, in particolar modo alla Fim, assieme alla Uilm e alla Fiom, ha saputo ragionare e contrattare con la direzione fin dal 1998 per l'istituzione di una specifica commissione tecnica bilaterale, alla quale veniva affidato il compito di analisi e ricerca degli indicatori da assumere con riferimento a parametri per la qualità e produttività. Da aprile a settembre 1999 l'azienda è stata monitorata con buona competenza dai componenti la commissione. Il confronto tecnico ha prodotto risultati lusinghieri: in particolare si è potuto dimostrare che esistono concrete capacità di saper ragionare sulle problematiche aziendali senza pregiudiziali dall'una o dall'altra parte.
Oggi la direzione dichiara apertamente di voler costituire un tavolo permanente sulle tematiche di cui sopra per proseguire nella valida esperienza, costituendo una nuova commissione che ha il compito di seguire, intervenire sull'andamento dei parametri, di proporre soluzioni per migliorare l'organizzazione del lavoro e, diciamo noi, le condizioni di lavoro.
Ora si presenta alla r.s.u. Fki e al Sindacato una grande opportunità di cambiamento e sapersi rinnovare diviene fondamentale lasciando il passato alla storia, l'ideologia a chi non vuole mettersi in discussione, lasciare il cuore per coloro che si sono impegnati e sono tuttora impegnati con passione in questa funzione sociale. Sapersi rinnovare significa acquisire la capacita di ragionare sui problemi dei lavoratori con competenza professionale, in altre parole un Sindacato che usa più la testa dei muscoli.
Partecipando a questa commissione che si è occupata di problematiche tecniche, rientrando nel sindacato dopo diversi anni di sofferta assenza, mi sembrava di aver colto un'iniziativa nuova degna di poterci lavorare e cosi è stato. Chi mi conosce sa che sono un uomo come tanti altri; però non mi inchino al basso profilo dei compromessi facili e a qualsiasi costo, sono stato un militante nella Fim all'inizio degli anni '70 e se poi si parla di valori veri nemmeno voglio parlare di compromesso, anzi cerco di tenerli sempre alti soprattutto per farli conoscere e comprendere ai giovani.
Mi auguro, infine, che dentro la r.s.u., nel Sindacato si vogliano veramente superare certe impostazioni purtroppo, secondo me ancora forgiate di ideologia fine a se stessa, e che sono inadeguate alla realtà odierna del mercato anzi sarebbe meglio dire dei mercati.
Chi "vive" per lavorare per progetti non "muore" mai e quindi il futuro starà proprio nella capacità di elaborare ipotesi culturalmente e socialmente innovative che sappiano coniugare le esigenze e le varie realtà degli uomini e delle donne del nostro Paese con una vera democrazia economica.
Giancarlo Ferraretto Delegato rsu Fki Komatsu
Componente direttivo Fim Padova
P.d.r. = premio di risultato
![]()
