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A 2150 gradi Farenheit fonde la ghisa
anno 8 - maggio giugno '99 - n. 3
Direttore Antonio Aldrighetti Direttore Responsabile Enzo Righetti Redazione Stefano Boschini, Igor Rama, Antonio Pizzolo, Mariano Tondini, Luca Viviani, Marta Zantedeschi, Tullio Magagna Coordinamento Maria Luisa Perini
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UN CONTRATTO ANCHE PER GLI IMPIEGATI di Lorenza Leonardi
L'INSOLITO OSPITE di Mario Battistini
VALORE DEL TEMPO E RINNOVO DEL CCNL di Romano Cappellari
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UN CONTRATTO ANCHE PER GLI IMPIEGATI
di Lorenza Leonardi, Segretaria Fim Cisl Veneto
L'accordo firmato in questi giorni per i metalmeccanici ha portato a casa misure contrattuali che stabiliscono due importanti risultati di principio nel promuovere una cultura del lavoro che faccia perno sulla "persona" ed una struttura del lavoro come "bene partecipabile".
Pensiamo agli interventi previsti in materia di orari di lavoro.
L'estensione del part time, l'istituzione della Banca ore e la possibilità per lavoratori/ci di versare in questo istituto parte dello straordinario per recuperarlo poi in riposo, per studio, per lavori di cura o altro; l'abbassamento degli anni di anzianità per accedere all'aspettativa dal lavoro sempre per ragioni legate ai fabbisogni individuali di tempo libero; sono solo alcuni interventi che aprono una nuova strada nella sfera dei diritti individuali delle persone.
Soprattutto in settori innovativi ad alto know - how e ad intense polivalenze delle professionalità dove si appiattiscono le gerarchie e si destandardizzano le organizzazioni del lavoro, prevedere un maggiore investimento sulle persone e sulle loro conoscenze rappresenta una tappa importante per il nostro sistema contrattuale.
Sempre di più oggi, anche nei nostri settori, l'impresa diviene un punto di passaggio all'interno del territorio e le persone che vi lavorano detengono ormai la titolarità dei loro saperi e delle loro competenze.
Recentissimi dati emersi da una indagine promossa dalla Fim sugli impiegati e tecnici del Veneto e del Friuli Venezia Giulia, evidenziano che il 55% di questi lavoratori fanno sino a 10 ore mensili di straordinario ed il 29% ne fa fino a 20 ore.
Conseguentemente, l'introduzione della Banca Ore viene percepita per il 64% come strumento di flessibilità che produce un miglioramento della propria vita e del proprio lavoro.
E' chiaro come al centro di questi due piani ci sia la persona con le sue crescenti opportunità di scelta e di progettazione individuali.
Il nuovo contratto prevede, inoltre, l'istituzione di 2 importanti Commissioni a livello nazionale: la Commissione quadri e la commissione sul telelavoro dove produrre politiche e progetti di sperimentazione su tali materie.
Saranno anche previste le Commissioni Paritetiche sulle Pari Opportunità e sulla Formazione nell'impresa madre ed in quelle oltre 2000 dipendenti.
Ci sarà poi un Comitato Pari Opportunità per ogni livello provinciale, dove le donne lavoratrici saranno chiamate a portare idee, specificità e contributi.
Caprioli ci ricorda spesso che esistono bisogni non materiali difficili da rappresentare: ma se noi ascoltiamo la gente e la coinvolgiamo nelle nostre politiche possiamo agire concrete esperienze partecipative.
Rimane un dato ed un impegno rispetto al tema dell'inquadramento professionale per gli impiegati ed i tecnici inevaso da questa vicenda contrattuale.
Gli intervistati della nostra ricerca chiedono al 62% di ridefinire lattuale forma di inquadramento da troppi anni inadeguata all'evoluzione dei sistemi professionali in azienda.
Ci prendiamo l'impegno come Fim, di promuovere ed incentivare aree ed occasioni di sperimentazione che vadano ad innovare inquadramento e professionalità perché il passaggio da un modello di crescita estensiva ad una crescita qualitativa dovrà rimanere il nostro punto di forza e di differenza competitiva da realizzare nel nord/est.
L'INSOLITO OSPITE
le valutazioni di Assindustria sul nuovo CCNL
di Mario Battistini - Direttore Associazione Industriali Verona
Il C.C.N.L. per il settore metalmeccanico costituisce da sempre un momento di grande rilievo per le relazioni industriali italiane tanto da un punto di vista politico - simbolico che sotto un profilo strettamente sindacale.
Le trattative per il rinnovo di questo importante contratto rappresentano infatti un passaggio che va oltre i consueti rapporti tra le parti per assumere significati e contenuti di carattere più generale.
La vertenza per il rinnovo recentemente conclusasi ha confermato questa situazione con una trattativa durata molti mesi che ha visto anche la partecipazione, nella sua fase finale, del Governo nella persona del Ministro del Lavoro.
Il contesto politico - sindacale in cui si è svolta la vertenza si è caratterizzato per una particolare situazione determinata dal dibattito sulla verifica del Protocollo del 23 luglio 1993 e dall'intervento legislativo in materia di lavoro straordinario.
La verifica del Protocollo di luglio 1993 è sfociata positivamente nel patto di Natale che ha confermato l'importanza delle politiche concertative ed ha ribadito gli assetti contrattuali esistenti.
Le nuove disposizioni, in materia di lavoro straordinario, hanno invece irrigidito ulteriormente la possibilità di gestire in modo flessibile la prestazione lavorativa inserendo un elemento di difficoltà nella discussione tra Federmeccanica - Assistal e Fim - Fiom - Uilm.
Infatti la piattaforma presentata dalle OO.SS. di categoria nell'autunno del 1998 era particolarmente caratterizzata sotto il profilo della riduzione e del controllo degli orari di lavoro con potenziali gravi conseguenze sull'organizzazione, ma ancora più sulla competitività delle imprese, specie di piccole e medie dimensioni.
Inoltre, le richieste salariali presenti nella piattaforma, se sommate a quelle relative alla disciplina degli orari, non potevano non costituire un potenziale onere difficilmente sostenibile per le imprese.
Con questi presupposti, lo svolgimento della vertenza contrattuale è stato inevitabilmente lungo ed irto di difficoltà.
Non a caso, la conclusione della trattativa è stata affidata ad una proposta formulata dal ministro del lavoro su cui si è poi raggiunto il consenso delle parti.
La portata dell'intesa, i cui contenuti sono noti a tutti, sembra porsi sostanzialmente sulla linea di quanto previsto dal protocollo del 23 luglio 1993.
In particolare è da sottolineare il positivo risultato ottenuto in materia negoziale a livello aziendale, dove si è stabilita la competenza congiunta di RSU e OO.SS. territoriali.
Anche in materia salariale, di particolare rilievo per la competitività delle imprese, l'intesa raggiunta non è in aperto contrasto con i conti delle aziende pur in presenza di un preoccupante peso del costo del lavoro, argomento questo che continua a penalizzare fortemente le aziende italiane rispetto alla concorrenza europea, soprattutto per la presenza e forte incidenza dei cosiddetti oneri impropri.
La partita più difficile si è certamente giocata sull'orario di lavoro.
L'accordo raggiunto ha introdotto l'importante istituto della flessibilità degli orari di lavoro per ragioni collegate alla stagionalità riconoscendo così la scarsa prevedibilità dei mercati e la loro variabilità, anche se non si è tenuto conto delle imprevedibili e sempre più non programmabili esigenze del mercato, connotato da fenomeni di improvvise varianze.
Questo strumento, costituisce un primo passo per le imprese che coniugato con l'elevazione delle quote contrattuali di lavoro straordinario potrà consentire di rispondere meglio alle fluttuazioni della domanda.
Il contratto concluso con la proposta del Ministro del lavoro costituisce quindi un tentativo di sintesi delle posizioni delle parti che, come in ogni vicenda negoziale, presenta aspetti di compromesso e soluzioni mediate.
Comunque il risultato è da considerare, nel complesso, soddisfacente anche alla luce del contesto entro il quale si è svolta la trattativa e delle posizioni di partenza delle parti, con l'auspicio che il prossimo rinnovo non sia segnato da episodi di conflittualità o da pregiudizi che rendono il confronto difficile e a volte poco proficuo.
VALORE DEL TEMPO E RINNOVO DEL CCNL
di Romano Cappellari - Ricercatore di Organizzazione Aziendale alla Facoltà di Economia dell'Università di Padova.
L'ipotesi di rinnovo del CCNL rappresenta un altro passo del processo di adeguamento degli orari di lavoro ai cambiamenti in atto nel sistema produttivo e competitivo. Si tratta di un passo prudente, coerentemente con il ruolo giocato dal contratto nazionale nel nostro sistema di relazioni industriali, ma con un significato importante.
Nonostante le discussioni in atto a livello politico, la trattativa ha evitato di cadere nella trappola di perseguire l'obbiettivo di una riduzione generalizzata degli orari, concentrandosi invece sul tema, ben più rilevante per i lavoratori, ma anche per le imprese, della "qualità" dell'orario di lavoro. Le singole unità di tempo, infatti, non hanno tutte lo stesso valore. Per le imprese hanno un valore maggiore quelle che consentono di rispondere alle esigenze del mercato e quindi le ore di lavoro prestate nel momento in cui il cliente richiede il prodotto o il servizio. Per il lavoratore invece le ore di lavoro hanno un costo minore (e quindi specularmente il tempo libero un valore maggiore) quando si armonizzano con le esigenze di carattere personale.
In quest'ottica deve essere letto lo scambio contenuto nell'ipotesi di contratto tra flessibilità (si tratti di orari plurisettimanali o di innalzamento dei tetti degli straordinari) e banca delle ore. L'azienda può infatti comprare delle ore di lavoro che valgono di più perché possono essere collocate nei periodi in cui il mercato le richiede, e il lavoratore riceve in cambio del tempo libero che vale di più perché può, entro certi limiti, essere "speso" in modo coerente con le esigenze individuali.
Descritto così l'accordo sembra prefigurare una sorta di quadratura del cerchio per il problema dell'orario. E' chiaro però che il contratto nazionale può solo indicare la cornice di riferimento per realtà aziendali sempre più diversificate (anche alla luce dell'estensione del campo di applicabilità del contratto ad attività di servizio solo indirettamente legate al settore metalmeccanico inteso in senso tradizionale). La verifica dell'effettiva equità dello scambio rimane affidata alla contrattazione aziendale, che vede crescere di importanza il proprio ruolo. E' possibile cioè trovare a livello di singola azienda soluzioni contrattuali che consentano di massimizzare contemporaneamente il valore per le imprese e per i lavoratori.
Questo non è però per nulla scontato e dipenderà dalla capacità di chi opera nella contrattazione di leggere il contesto sociale e competitivo in cui l'azienda opera e di "inventare" e poi gestire gli accordi più adatti alla situazione specifica senza farsi condizionare da schemi precostituiti. La negoziazione degli orari plurisettimanali e la regolamentazione e implementazione della banca delle ore saranno i primi importanti banchi di prova.
Probabilmente è stata la volontà di far crescere con calma questa capacità di gestire i tempi di lavoro con la contrattazione aziendale (che vanta peraltro già numerose esperienze di successo), oltre alle considerazioni sulla diffusione relativamente limitata dei contratti integrativi e sui rischi di utilizzi opportunistici del contratto, che ha fatto sì che in tema di flessibilità fossero lasciati nel contratto nazionale dei vincoli che in futuro potranno essere attenuati con maggior beneficio tanto per le aziende quanto per i lavoratori.
TABELLE PAGA SETTORE METALMECCANICO
RETRIBUZIONE MENSILE
LIV.
MINIMI
RETRIBUTIVIINDENNITA
E.D.R.
TOTALE
EURO
(£. 1936,27)AUMENTO
1°
1.711.500
10.000
20.000
1.741.500
899,41
27.376
2°
1.839.000
20.000
1.859.000
960,09
31.566
3°
1.977.000
20.000
1.997.000
1.031,36
37.152
4°
2.048.000
20.000
2.068.000
1.068,03
39.774
5°
2.166.000
20.000
2.186.000
1.128,97
43.525
6°
2.280.000
20.000
2.300.000
1.187,85
47.985
7°
2.441.500
20.000
2.461.500
1.271,26
53.192
8°
2.627.000
115.000
20.000
2.762.000
1.426,45
58.158
9°
2.831.000
115.000
20.000
2.966.000
1.531,81
67.351
Indennità funzione quadro 8° liv. £. 210.000, 9° Liv. £. 250.000
N.B. con il rinnovo del ccnl è stata unificata la paga base + contingenza.
UNA TANTUM £. 120.000 EROGATO CON LA RETRIBUZIONE MESE DI LUGLIO 99
RETRIBUZIONE MENSILE
LIV.
MINIMI
RETRIBUTIVIINDENNITA
E.D.R.
TOTALE
EURO
(£. 1936,27)AUMENTO
1°
1.711.500
20.000
1.731.500
894,25
27.058
2°
1.839.000
20.000
1.859.000
960,09
31.198
3°
1.977.000
20.000
1.997.000
1.031,36
36.753
4°
2.048.000
20.000
2.068.000
1.068,03
39.346
5°
2.166.000
20.000
2.186.000
1.128,97
43.044
5°S
2.280.000
20.000
2.300.000
1.187,85
47.468
6°
2.441.500
20.000
2.461.500
1.271,26
52.616
7°
2.627.000
115.000
20.000
2.762.000
1.426,45
58.523
Indennità funzione quadro £. 190.000 - N.B. con il rinnovo del ccnl è stata unificata la paga base + contingenza.
Una tantum £. 120.000 erogato con la retribuzione del mese di luglio 99
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