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A 2150 gradi Farenheit fonde la ghisa
anno 8 - novembre dicembre '99 - n. 4

Direttore Antonio Aldrighetti Direttore Responsabile Enzo Righetti Redazione Giancarlo Pegoraro, Maurizio Geron Coordinamento Maria Luisa Perini

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Cara iscritta, caro iscritto

di Giancarlo Pegoraro, Segretario generale FIM-CISL di Padova

Con questo giornale, la FIM-CISL di Padova, assieme a tutte le FIM del Veneto, intende fornire ai propri iscritti uno strumento informativo aperto e speriamo utile per Voi.
Questa iniziativa si colloca nel solco degli impegni che ci siamo assunti anche ultimamente: provare a fare, dare, qualcosa in più a coloro che attraverso la libera adesione alla FIM-CISL ci permettono non solo di esistere ma di operare sempre al meglio nei luoghi di lavoro e nel territorio. La proposta vuole essere forte e ambiziosa come del resto sono sempre le nostre idee, in questo giornale che conterrà certamente informazioni e notizie di carattere generale, ci sarà lo spazio per le opinioni, per il confronto delle proposte, per le riflessioni e - perchè no? - della critica costruttiva.
Ai giovani, agli impiegati e tecnici, agli operai, insomma a tutti i lavoratori e le lavoratrici, con molta umiltà ma con altrettanta determinazione, a loro vogliamo offrire uno strumento di dialogo non tradizionale.
Le tematiche ci sono, anche forti: gli orari, la professionalità, i nuovi lavori, il sindacato in generale. Ci sarà anche lo spazio per le notizie locali visto che il giornale avrà delle pagine completamente provinciali.
Parte dunque una nuova scommessa per la FIM - CISL di Padova. In questo grande e straordinario lavoro di sindacalisti non siamo soli: la FIM di Padova dispone di una nutrita serie di delegate e delegati che, in modo del tutto gratuito, si prestano nei luoghi di lavoro a svolgere il difficile compito di rappresentare i lavoratori.
Essi sono la spina dorsale della "macchina sindacale", le prime persone cui rivolgersi ogni qualvolta nasce un problema, un bisogno collettivo o individuale.
A loro un ringraziamento particolare da parte mia con la certezza che si impegneranno con entusiasmo anche in questa nuova iniziativa.
Infine, va ricordato che la nostra massima aspirazione rientra in un progetto che migliori in senso "più giusto" la nostra società. Essa deve diventare meno diseguale con un grado più alto di convivenza civile.
Il nostro progetto è fortemente osteggiato, lo si vorrebbe fuori legge.
I TENTATIVI CI SONO e le conseguenze sarebbero nefaste per i lavoratori.
Questo non accadrà se continuerai ad essere iscritto alla FIM-CISL e se ci aiuterai ad allargare la nostra rappresentanza per realizzare al meglio la nostra "missione".

Non conosco gioia piu’ grande

che guardare il cielo

in una notte chiara,

con una attenzione cosi’ determinata

che tutti gli altri pensieri svaniscono:

in quei momenti hai l’impressione

che le stelle ti entrino nell’anima.

Simone Weil

La FIM CISL di Padova augura Buon Natale e Felice Anno Nuovo

LE NUOVE CONTRIBUZIONI A COMETA

In data 4 ottobre 1999 è stato raggiunto l'accordo che definisce le modalità applicative di quanto concordato, per la previdenza complementare, nel Contratto Nazionale di lavoro del 8 Giugno 1999.
Questa intesa prevede che a partire dall' 1.1.2000 la contribuzione a carico dell'azienda passerà dall'1% all'1,2% delle retribuzione convenzionale.
Mentre la quota del TFR per i lavoratori assunti prima del 23.4.1993 passerà automaticamente dal 18% al 40% del TFR stesso.
Per quanto riguarda il contributo del lavoratore, l'accordo realizza alcune prime forme di flessibilizzazione della contribuzione, che potranno liberamente essere scelte da ciascun aderente a COMETA.
Ogni iscritto potrà optare se passare ad una contribuzione dell' 1,24% o del 2% della retribuzione utile per il TFR. Tale scelta potrà essere fatta entro il 30 novembre di ciascun anno con effetto dal 1° gennaio dell'anno successivo.
Inoltre sempre dall' 1.1.2000, il contributo minimo a carico del lavoratore passerà automaticamente dall' 1% all' 1,20% della retribuzione convenzionale.
Per quei lavoratori che avevano già scelto il contributo massimo dell'1,24% sulla retribuzione utile per il TFR, ci sarà l’adeguamento automatico al 2% della stessa retribuzione a partire dall'1.1.2000 salvo che l'interessato non comunichi per iscritto all'azienda, - entro il 30.11.99 con effetto 1.1.2000 o entro il 28.2.2000 con effetto 1.4.2000 - di voler rimanere alla contribuzione dell'1,24%.
Questa doppia possibilità varrà soltanto per quest'anno in conseguenza delle variazioni determinate dal nuovo CCNL; successivamente varrà la data del 30 novembre come data utile per poter innalzare la contribuzione a COMETA dall'anno successivo.
Su questo tema della flessibilizzazione della contribuzione, si è comunque deciso di ritornarci, dopo l'emanazione del nuovo regime fiscale sulla previdenza complementare (delega Visco) che, quasi certamente, innalzerà il tetto del 2% di esenzione fiscale sulla retribuzione annua lorda.
Si è inoltre definito l'obbligo per le aziende di affiggere fotocopia del bonifico trimestrale a COMETA. Questo, ovviamente non risolve i problemi di controllo sui versamenti in corso d'anno, ma contribuisce a far aumentare la trasparenza sull'insieme di COMETA.
Cogliamo inoltre l'occasione per informarvi che entro il 31 marzo 2000, COMETA invierà a ciascun aderente il rendiconto della propria posizione relativamente al 1999. Insieme a questo, ciascun aderente riceverà un opuscolo illustrativo dei suoi diritti o dei suoi doveri e riceverà inoltre la PASSWORD personale attraverso cui potrà accedere alla propria posizione sul sito INTERNET di COMETA.

Fondo Pensione Complementare dei Metalmeccanici

Esempi di contribuzione al Fondo COMETA (1.1.2000)

Retribuzione utile per T.F.R. 37.746.000
T.F.R. 2.607.720
Retribuzione base 28.418.000

possibilità A possibilità C possibilità A possibilità C
A) Quota T.F.R. 1.041.789 1.041.789 2.607.270 2.607.270
B) Quota Azienda 341.016 341.016 341.016 341.016
C) Quota Lavoratore 341.016 754.920 341.016 754.920
Rispar.fiscale 34% 116.000 256.672 116.000 256.728
Costo effett.al Lavorat. 225.016 498.248 225.016 498.248
Tot. Contribuz. annua
A) + B) + C)
1.723.821 2.137.725 3.289.302 3.703.206
N.B. Per retribuzione tabellare si intende: paga base + contingenza + EDR + indennità di funzione quadri e elemento retributivo 7° categoria.

 

LA FLESSIBILITA' VA RIPENSATA ANCHE PER LE FAMIGLIE

di Lorenza Leonardi - Fim Veneto

Una politica del tempo di lavoro all'altezza delle sfide della globalizzazione, dell'innovazione tecnologica, dei mutamenti sociali, richiede sempre di più interventi articolati che consentano la diffusione di strumenti sulle flessibilità rispondenti a fabbisogni aziendali, individuali e culturali.
Per questo si dovrà sostituire una concezione di tempo di lavoro standardizzato e uniforme, propria del fordismo, con una visione ispirata alla differenziazione ed alla non uniformità.
Credo che la proposta della settimana su quattro giorni lavorativi per alcune aziende metalmeccaniche, avanzata dal segretario della Fim Veneto, Gigi Copiello, vada proprio in questa direzione e cioè verso uno scenario in cui le flessibilità s'intrecciano con una nuova costruzione sociale del tempo. Un orario del lavoro flessibile che offra soluzioni alla forte domanda di variabilità nei tempi e nei cicli di vita delle persone può rappresentare davvero una grande risorsa per le organizzazioni e per i soggetti a condizione, però, che tale flessibilità sia assistita ed arricchita da una maggiore offerta di opzioni e modelli contrattuali a favore dei fabbisogni di donne, giovani e famiglie. Questi soggetti pongono un'attribuzione di peso e di valore al lavoro di cura, alla formazione, al tempo libero, più forte di altri lavoratori. Pensiamo come vivono oggi le nostre famiglie e come all'interno di un sistema familiare esistano tre o quattro microsistemi di vita diversi: quello dei figli che studiano o lavorano, magari in modo non stabile, quello dei genitori occupati, quello dei legami con la famiglia d'origine, quello della cura degli anziani, quello del rapporto con i servizi e con la città.
Si dovranno, perciò, contrattare due esigenze di flessibilità, quella delle aziende e quella dei soggetti, uomini e donne, che potrebbero scontrarsi ma potrebbero anche incontrarsi. Non si tratterà, certo, di promuovere solo lavori a metà tempo, ma soprattutto di verificare una gamma di orari che, sia in termini di durata sia in termini di distribuzione (nella giornata, nella settimana, nell'anno) rispondano, se applicati, a questa nuova domanda sociale di tempo e di lavoro.
Cito solo alcuni esempi: l'elasticità dell'orario giornaliero, i permessi, le aspettative o i congedi parentali (per cui siamo in attesa di un intervento legislativo che dia seguito all'accordo europeo), il part-time dove sono compresi tutti gli orari più brevi del normale, dal classico metà tempo ad altre soluzioni verticali o stagionali, forme di job sharing (un posto di orario intero diviso tra due part-time), il telelavoro, i contratti week end.
L'entità di questi benefici é valutabile in termine di ampiezza della gamma di scelta, o in termini di reversibilità, consentendo, così, a gruppi di lavoratrici e lavoratori di cambiare il proprio modello di orario e di lavoro in funzione delle esigenze presenti nei diversi cicli di vita.
E' molto importante, perciò, che una riconfigurazione degli orari sulle giornate piuttosto che sulle ore, come proposto da Copiello, venga accostata da interventi contrattuali paralleli sulle flessibilità per tutti i soggetti.
Ad oggi la strumentazione sulle flessibilità individuali e familiari nel nostro paese é ancora poco diffusa: il part-time 9%, permessi congedi e aspettative 13%, elasticità orarie giornaliere 17%. Le normative più innovative le troviamo nel settore delle telecomunicazioni e del commercio dove sono numerosi gli accordi sul telelavoro, il part-time, gli orari personalizzati.
Per le donne, dal canto loro, si possono praticare azioni positive sugli orari per conciliare il tempo della maternità e della cura con il tempo del lavoro come nell'esperienza della Sony di Rovereto (Tn) dove si é avviato il part-time in job sharing per i genitori, reversibile al termine del periodo stabilito.
Com'é intuibile per cambiare norme e consuetudini siamo di fronte ad un compito che necessiterà d'interventi su diversi piani, primo fra tutti quello della sensibilizzazione culturale: ridistribuire gli orari significa anche ripensare compiti e ruoli delle persone, attribuire un nuovo significato al lavoro, possedere un'idea dello sviluppo innovativa. Scriveva Federico Bozzini in "Cipolle e Libertà" di un metalmeccanico della Riello che, andando in pensione così raccontava: "Ci hanno obbligato per una vita a scalare montagne e un bel giorno ci sbattono su un'isola dei mari del sud. L'isola può ben essere il paradiso, ma ad essere sbagliati siamo noi, i nostri ritmi, le nostre idee, il dramma é che non siamo preparati ad un ozio fertile".

CHI E’ LIBERO VERAMENTE PUO’ LIBERARE LA MENTE

di Grego Fim Padova

Chi cantava questa canzone pensava d’essere libero veramente, per pensare, ragionare, discutere, farsi un’idea del mondo che ci circonda. Ma nel mondo che ci circonda, nelle piccole cose di tutti i giorni, nel mondo del lavoro, si è proprio liberi veramente?
Mi riferisco nella fattispecie al mondo giovanile, che sta approdando dalla scuola al lavoro, ragazzi che si ritrovano in un mondo completamente estraneo da quello di prima non conoscendo bene le regole del gioco. Paure ed ansie sorgono nei loro pensieri, nelle loro menti, in quel momento tanta confusione, non si sa mai a chi appoggiarsi.
I giovani della fim cisl di Padova hanno pensato a questo problema,che emerge nelle nostre piccole riunioni quando costruiamo "Stagno" il nostro giornale rivolto a tutti ma redatto dai giovani, che vogliono sentirsi liberi veramente ed esprimere le loro paure e ansie, trovare modo di conoscere le regole del gioco, farsi una propria idea, costruirsi una propria identità nella conoscenza dei propri diritti e doveri nel mondo del lavoro e anche nella società che ci circonda. Penso sia un’opportunità che vada colta da tutti noi giovani che si vogliono confrontare anche in tematiche diverse da quelle sindacali, un’occasione che ci unisce, che ci rende liberi veramente, per pensare liberamente ed ampliare la nostra mente.
Chi si sente libero veramente può liberare la propria mente
Da questo slogan parte un’iniziativa chiamata progetto azienda giovani: si cerca all’interno dell’azienda uno o più giovani che facciano da riferimento, ai giovani già in fabbrica e a quelli che vi entrano. Speriamo questo sia la molla che può consentire ai giovani di uscire dal guscio e dare la propria disponibilità per questo progetto.

Ci si può rivolgere per informazioni alla redazione di Stagno
Fim Cisl Via D’Alvise 9 Cittadella Pd - Tel. 049/9401471.
E-mail:fimpd@mail.neol.it

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