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A 2150 gradi Fahrenheit fonde la ghisa

anno 7 - luglio agosto ‘98 - n. 4

Direttore Antonio Aldrighetti Direttore Responsabile Enzo Righetti Redazione Stefano Boschini, Nicola Lunardi, Antonio Pizzolo, Mariano Tondini, Luca Viviani, Marta Zantedeschi Coordinamento Maria Luisa Perini

INDICE:


Quando la coerenza è sostanza

La piattaforma per il rinnovo del contratto nazionale è stata predisposta dalla segreteria nazionale, approvata dai consigli generali di FIM FIOM UILM e in questi giorni si stanno svolgendo le assemblee di consultazione dei lavoratori che permetteranno una corretta informazione per lo svolgimento del referendum di approvazione definitiva. Se, come ci auguriamo, il referendum approverà la piattaforma presentata, si avvierà il confronto con le controparti padronali per la definizione del nuovo contratto nazionale.
Crediamo che si debbano elaborare le rivendicazioni con grande coerenza e rispetto degli accordi vigenti, condizione indispensabile per pretendere altrettanta coerenza dalle controparti.
L’accordo del 23 luglio, oggi peraltro oggetto di verifica tra le parti sociali, assegna ai contratti nazionali la copertura del potere d’acquisto dei salari su base biennale. La contrattazione aziendale deve invece ripartire gli incrementi di produttività. Con l’inflazione al 1,5 % i conti sono presto fatti. E se le 80 mila lire circa che chiediamo a qualcuno possono sembrare pochi, bisogna ricordare che sono preferibili aumenti contenuti con una contenuta dinamica dei prezzi, piuttosto che aumenti nominalmente consistenti con l’incremento dei prezzi fuori controllo. Coloro che hanno vissuto i primi anni 80, quando l’inflazione era sopra il 20 % si ricordano certamente delle discussioni nelle assemblee di fabbrica dove molti lavoratori a fronte di rivendicazioni elevate sostenevano che il sindacato avrebbe dovuto non chiedere aumenti ma pretendere il blocco dei prezzi. Da quelle discussioni nacque la convinzione che si doveva fare vera lotta all’inflazione; lotta che il sindacato e i lavoratori hanno condotto in questi anni anche pagando costi consistenti, ma il risultato vincente di quella battaglia ha permesso al nostro paese di entrare in Europa e di rimanere un paese fortemente industrializzato anche contro le previsioni di coloro che per interessi corporativi prevedevano e forse auspicavano che l’Italia non ce l’avrebbe fatta.
Va inoltre ricordato che richieste oltre l’inflazione, metterebbero in discussione l’equilibrio, che il citato accordo del 23 luglio ha creato, tra contrattazione nazionale e contrattazione aziendale, creando difficoltà ai rinnovi dei contratti aziendali. Sarebbe una scelta pericolosa per i lavoratori in genere e particolarmente per zone, come la nostra, dove la vivacità del mondo economico e la velocità delle trasformazioni impongono una contrattazione costante e dinamica che permetta di migliorare le condizioni complessive del mondo del lavoro.
L’orario di lavoro, altro punto su cui si è molto discusso e si sta tuttora dibattendo, va considerato partendo dal problema disoccupazione è un problema di tutti, anche di quelle zone come la nostra dove è molto ridotta. Il 12% di disoccupati in Italia è inaccettabile. Combattere la disoccupazione è questione complicata per qualsiasi paese del mondo, ma in Italia lo è ulteriormente per la concentrazione del disagio in alcune zone del paese e, contrariamente a quanto alcuni sostengono, non solo al sud.
In Veneto, e Verona non fa eccezione, l’orario medio lavorato dagli occupati è ben oltre le 40 ore contrattualmente previste. Una riduzione di orario in assenza di altri strumenti, si trasformerebbe in un ulteriore aumento degli straordinari senza dare risposte ai disoccupati, così come non distribuirebbe lavoro dove lavoro non c’è, dove ci sono percentuali di disoccupazione preoccupante che raggiungono il 27% e si raddoppiano per donne e giovani.
Si è preferito, e credo giustamente, intervenire con una richiesta di riduzione per i turnisti a ciclo continuo e l’introduzione di uno strumento di controllo dell’orario di fatto che viene chiamato Banca delle ore. Ogni lavoratore che presterà lavoro straordinario potrà decidere se trasformare le ore prestate in salario aggiuntivo, come avviene oggi, farsi cioè pagare lo straordinario, o utilizzare quelle ore come tempo da recuperare attraverso permessi retribuiti. Ogni lavoratore potrà cioè decidere se continuare a scambiare tempo con denaro o provare a scambiare tempo di lavoro con tempo di vita da dedicare a quello che ritiene più opportuno.
E’ uno strumento, inoltre, che si presterà a capire l’utilizzo che viene fatto, nelle aziende, dell’orario di lavoro, che consentirà alle RSU di gestire al meglio gli orari complessivi e aiuterà a cogliere quali sono le reali necessità di flessibilità per cercare le risposte migliori anche in termini di qualità della vita dei lavoratori.
La piattaforma propone, inoltre, di passare da un meccanismo di scatti di anzianità in percentuale ad uno in cifra fissa. La questione non è banale. Nella nostra categoria i lavoratori hanno maturato mediamente 3 scatti di anzianità. Erogare un aumento medio di ottantamila lire, stante l’automatismo sugli scatti, significa assegnare 69.565 lire a chi non ha scatti e 86.956 lire a chi ha cinque scatti. In una fase nella quale sempre meno i lavoratori restano dipendenti della stessa azienda per lungo tempo e cambiano lavoro spesso; una fase nella quale i giovani trovano occupazione stabile dopo periodi di lavoro precario sempre più lunghi, ha ancora senso un meccanismo di premio della fedeltà aziendale?
So bene che gran parte degli anziani pensano che sia ingiusto che chi entra in fabbrica abbia la stessa retribuzione di chi in fabbrica ci sta da tempo. E so anche che molti giovani considerano ingiusto che a parità di mansioni e di prodotto lavorato ci siano retribuzioni diverse. Quello di cui non sono certo è chi abbia ragione. Forse tutti. Discutendone potremmo forse scoprire che la quantità attuale di scatti è sufficiente e siccome nessuno pensa di abolirli si potrebbe passare alla cifra fissa da rivalutare di tanto in tanto con i contratti nazionali permettendo così quella riforma della busta paga che ne semplifichi le voci.
Oltre a salario e orario la discussione riguarda altri punti sui quali sarà possibile approfondire in assemblea. Formazione professionale e diritto allo studio sono fra questi. Tutti concordano, compresi gli imprenditori, che la formazione e un livello di scolarità aumentato saranno indispensabili per le sfide che ci attendono per il futuro. Ma tutti pensano che i costi li debbano sostenere altri. La riprova sta nella difficoltà che hanno i lavoratori studenti ad ottenere i permessi per partecipare alle lezioni. Rendere effettivamente usufruibili i permessi previsti dal contratto è un impegno che si assume la piattaforma.
Il confronto nelle fabbriche ci permetterà una discussione approfondita così come merita un contratto nazionale. Per parte nostra abbiamo le carte in regola per confrontarci con le controparti che già rilasciano incomprensibili dichiarazioni di inaccettabilità della nostra piattaforma. Questo contratto ci accompagnerà nel terzo millennio. Chi pensa alle relazioni tra imprenditori e lavoratori con nostalgie di superati conflitti si assuma la responsabilità verso il paese di lavorare attivamente per retrocedere, noi pensiamo che sia meglio procedere, possibilmente tutti.

EBAV a cura di Dino Mantovani

SERVIZI EBAV PER I LAVORATORI
DIPENDENTI DA AZIENDE ARTIGIANE
a cura di Dino Mantovani

L'Ente Bilaterale per l'Artigianato Veneto (EBAV) eroga una serie di servizi a tutti i lavoratori dipendenti da aziende artigiane associate. Se sulla busta paga, compare la voce "trattenuta EBAV" significa che puoi ottenere le prestazioni previste.
Presso le sedi sindacali troverai le informazioni ed i moduli necessari per ottenere i sussidi.
ELENCO DEI PRINCIPALI SERVIZI
PER L'ANNO IN CORSO (1998)
SUSSIDIO SCOLASTICO PER FIGLI MINORI
Con almeno 2 figli frequentanti l'asilo nido, la scuola materna o elementare £. 700.000.
SUSSIDIO ASSISTENZIALE PER
PROTESI DENTARIE
50% della spesa con un massimo di £. 800.000 per anno
OCULISTICHE (occhiali, lenti a contatto)
100% della spesa con un massimo di £ 250.000 per anno
SUSSIDIO PER FIGLI A CARICO (con un reddito famigliare lordo per l'anno 1997 inferiore a 32 milioni)
Con 1 figlio a carico £. 300.000, con 2 figli £. 600 000, con 3 o più figli £. 1.000 000
SUSSIDIO PER TICKET SANITARI, VISITE SPECIALISTICHE, ESAMI DIAGNOSTICI
Per una spesa annua di almeno £.200.000, contributo pari al 50% della spesa con un massimo di £. 250.000
SUSSIDIO CASA (acquisto, costruzione, ristrutturazione) Con mutuo ipotecario, da 1 250.000 a 2.500.000 Lire.
SUSSIDIO PER TEMPORANEA SOSPENSIONE DAL LAVORO (crisi dell'azienda) Per un massimo di 12 settimane per anno mobile, £.125.000 settimanali.
SUSSIDIO Al LAVORATORI LICENZIATI PER RAGIONI OGGETTIVE (riduzione del personale)
Per un massimo di 12 settimane £. 150.000 settimanali

LE FORME POSSIBILI OGGI PER LE ASSUNZIONI (Parte prima)

In questi ultimi tempi il legislatore ha approvato diverse norme in materia di promozione dell’occupazione che introducono molte novità. Iniziamo da questo numero la descrizione schematica delle diverse forme di assunzione oggi possibili partendo dalle più conosciute. Nel prossimo numero proseguiremo segnalando le altre nuove forme di assunzione.

A TEMPO INDETERMINATO: il contratto a tempo indeterminato si ha quando non è fissata a priori la durata e riguarda la generalità dei contratti di lavoro. Comunque, prima che il contratto produca ogni effetto, è consentito un periodo di prova durante il quale il contratto può essere rescisso da entrambe le parti in qualsiasi momento.

A TEMPO DETERMINATO: un contratto a tempo determinato deve sempre essere stipulato con un atto scritto in cui appaia l’apposizione del termine. Copia del contratto deve essere sottoscritta dal lavoratore in data anteriore all’inizio del lavoro e deve essere consegnato all’interessato.
Vi è da notare che nel nostro ordinamento non esiste la possibilità di stipulare liberamente contratti a tempo determinato, se non nei casi espressamente previsti dalla legge. Questi casi sono generalmente riferiti a situazioni oggettive di esigenza di copertura provvisoria e temporanea del posto di lavoro.
La casistica del contratto a termine è abbastanza complessa e articolata, preferiamo quindi darvene un quadro schematico:
- lavori stagionali
- sostituzione di lavoratore assente
- lavori predeterminati a carattere straordinario e occasionale
- lavorazioni a fasi successive
- spettacoli specifici
- trasporto aereo
- punte stagionali.
Vi è da dire che la legge presuppone che un certo contratto di lavoro si considera a tempo indeterminato salvo che esso possa essere stipulato a tempo determinato solo se ricorrono le eccezioni previste dalla legge. L’onere della prova all’oggettiva esistenza delle condizioni che giustificano sia l’apposizione del termine al contratto di lavoro, sia l’eventuale temporanea proroga dello stesso termine è a carico del datore di lavoro.
La legge non fissa la durata massima del rapporto di lavoro a tempo determinato tranne in alcuni casi.
La proroga di un contratto a tempo determinato è possibile soltanto in presenza di queste condizioni:
- consenso del lavoratore,
- per non più di una volta,
La durata della proroga non può essere superiore alla durata del contratto iniziale.

APPRENDISTATO: per apprendista si intende il lavoratore che, assunto alle dipendenze di un imprenditore, riceve un insegnamento teorico-pratico tale da fargli conseguire la capacità tecnica per diventare un ‘lavoratore qualificato’, utilizzando la sua opera nell’impresa stessa.
Qualunque datore di lavoro, appartenente a tutti i settori di attività e per tutte le categorie, compresi gli impiegati limitatamente alle categorie esecutive e d’ordine, può utilizzare tale forma di assunzione.
Limiti di età: possono essere assunti con contratto di apprendistato i giovani di età non inferiore ai 16 anni e non superiore a 24 anni, ovvero 26 anni nelle aree di cui agli obiettivi n°1 e 2 del regolamento CEE (territori del mezzogiorno ed assimilati). Per il solo settore artigiano è consentita l’assunzione di apprendisti che abbiano compiuto i 15 anni a condizione che abbiano comunque assolto agli obblighi scolastici e l’età sale a 29 anni per qualifiche di alto livello professionale.
Durata: l’apprendistato non può avere una durata superiore a quella stabilita dai contratti collettivi di lavoro e comunque non inferiore a 18 mesi e superiore a 4 anni. I periodi prestati presso precedenti datori di lavoro sono considerati utili per determinare il limite massimo di tirocinio purché non siano separati da interruzioni superiori ad un anno e si riferiscano alla stessa attività.
Estinzione del rapporto : oltre che al compimento del periodo massimo di durata dell’apprendistato stabilito dalla legge e dal termine più breve fissato dai contratti collettivi di lavoro, il rapporto si estingue:
- a seguito di disdetta da parte del datore di lavoro che ha facoltà di risolvere ‘ad nutum’ il rapporto ai sensi dell’art.2118 codice civile;
- per avvenuto conseguimento della qualifica. Anche in tale circostanza, il datore di lavoro ha facoltà, pur avendo l’apprendista superato le prove per il conseguimento della qualifica, di risolvere il rapporto di lavoro.
Se a seguito dell’attribuzione della qualifica professionale il lavoratore rimane in servizio il rapporto di apprendistato si trasforma in un normale rapporto di lavoro a tempo indeterminato ed il periodo di apprendistato è considerato utile ai fini dell’anzianità di lavoro.

(segue nel prossimo numero di questo giornale)

Aggiornamento Cometa

 E' passato un anno e mezzo da quando FIM, FIOM, UILM, FISMIC hanno sottoscritto l'accordo che istituiva il Fondo Nazionale di pensione complementare per i lavoratori metalmeccanici. Questo periodo è servito per formare i delegati su questo nuovo strumento, per informare e proporre l'adesione ai lavoratori e per rendere operativo il fondo con l'elezione dell'assemblea dei delegati e del consiglio di amministrazione definitivo.
E' stata una fase lunga e faticosa per tutto il sindacato dei metalmeccanici e in particolare per noi della Fim che per primi e con forza abbiamo insistito perché venisse data anche ai lavoratori italiani, come già a molti lavoratori di altri paesi, questa opportunità.
Ora, la previdenza integrativa anche in Italia è una realtà, le organizzazioni dei lavoratori, ma anche quelle degli imprenditori, possono guardare con soddisfazione ai risultati ottenuti e al numero di adesioni raggiunte, che a settembre avevano superato i 250.000 associati.
Questo risultato non era scontato, perché se da un lato l'obiettivo di offrire ai soci lavoratori una integrazione alla pensione pubblica era chiaro, dall'altro le resistenze a questa innovazione erano molto forti. Infatti, questo strumento costringe le associazioni dei lavoratori e delle imprese a lavorare insieme per gestire una parte del risparmio dei lavoratori.
Questa esperienza è destinata a modificare l'atteggiamento e il modo di lavorare tra le associazioni e il rapporto di queste con i lavoratori associati, ai quali, il fondo, per continuare ad esistere, dovrà fornire il massimo rendimento con il minimo costo.
I lavoratori hanno capito questa impostazione ed hanno dato fiducia alle organizzazioni promotrici che nelle elezioni degli organismi, che si sono svolte nei mesi scorsi, hanno ottenuto un largo consenso, come risulta dai risultati elettorali del voto postale (anche questa è stata una novità per la categoria).
Aventi diritto al voto 140.813; Votanti 70.138; Schede bianche o nulle 383; Voti validi 69.755.

La lista presentata da Fim Fiom Uilm e Fismic ha ottenuto il 90% dei voti validi e le sono stati assegnati 28 seggi dei 30 che dovevano essere attribuiti.

Voti e seggi ottenuti dalle varie liste
LISTA VOTI % SEGGI
Fim Fiom Uilm Fismic 63.309 90,76 28
Ugl Metalmeccanici (ex Cisnal) 5.844 8,38 2
F.a.i.l.m.s. - C.i.s.a.l. 602 0,86 0

Anche a Verona e nel Veneto il numero delle adesioni a Cometa è stato alto, nonostante vi siano stati dei disguidi organizzativi iniziali che hanno ritardato la consegna dei moduli alle imprese. Nella tabella che segue sono riportati i dati di adesioni nel Veneto relativi ad un totale nazionale pari a 205.658 lavoratori associati e 6.473 aziende associate.

Adesioni a Cometa nel Veneto
TERRITORI LAVORATORI % AZIENDE % MEDIA
Belluno 817 5,3 26 4,2 31
Padova 3.616 23,5 140 22,6 26
Rovigo 818 5,3 21 3,4 39
Treviso 2.374 15,4 103 16,6 23
Venezia 2.481 16,1 59 9,5 42
Verona 2.831 18,4 113 18,3 25
Vicenza 2.471 16,0 157 25,4 16

Veneto 15.408 7,5 619 9,6 25
Italia 205.658 - 6.473 - 32

Nella tabella successiva troviamo le adesioni divise tra uomini e donne, come si vede a Verona c'è una percentuale di donne associate leggermente inferiore alle medie regionale e nazionale.

Adesioni a Cometa, ripartizione tra uomini e donne
TERRITORIO UOMINI % DONNE %
Verona 2.544 89,9 287 10,1
Veneto 13.223 85,8 2.185 14,2
Italia 169.653 82,5 36.005 17,5

La tabella che segue è molto interessante, perché ci fornisce il dato relativo alla scelta, fatta dai lavoratori, delle quantità economiche da versare al fondo. Come si vede una larga maggioranza di lavoratori ha scelto di versare la quota massima. E' sicuramente un segno di fiducia nel fondo, ma anche che si sono capite le opportunità offerte da questo nuovo strumento.
Mentre la percentuale di adesioni di giovani veronesi, che hanno iniziato a lavorare da poco, è inferiore alle medie regionale e nazionale.

Adesioni a Cometa, ripartite per tipo di contribuzione
TERRITORIO TIPO DI CONTRIBUZIONE
1% 1,24% 2%
Verona 415 2.299 117
% 14,7 81,2 4,1
Veneto 2.878 11.819 711
% 18,7 76,7 4,6
Italia 38.801 156.996 9.861
% 18,9 76,3 4,8

DA RICORDARE

Da quando si matura il diritto ai versamenti e di quali entità?

A - CONTRIBUTO A CARICO DELL'AZIENDA E QUOTA DI TFR
- Se devi ancora aderire Dal primo giorno del mese successivo alla data di adesione.
- Se hai già aderito dopo il 30/6 Dal primo giorno del mese successivo alla data di adesione.
- Se hai già aderito prima del 30/6 Dal 1° luglio 98.

B - VERSAMENTO A CARICO DEL LAVORATORE
In tutti i casi il versamento del lavoratore avrà inizio dal primo giorno del mese successivo alla data della definitiva autorizzazione da parte della commissione di vigilanza (se l'autorizzazione verrà data nel mese di ottobre la prima trattenuta verrà effettuata nella busta paga di novembre).

PER QUESTO E' NECESSARIO FARE ATTENZIONE CHE LE AZIENDE NON "DIMENTICHINO" DI APPORRE LA DATA SUL MODULO DI ADESIONE ALL'ATTO DEL RICEVIMENTO DELLA DOMANDA

NUMERO VERDE DI COMETA
Ricordiamo che per qualsiasi informazione ci si può rivolgere agli
uffici della Fim di Verona o direttamente al numero verde
167- 653160
dalle 17.00 alle 19.00, tutti i giorni dal lunedì al venerdì.

Alla corte di Marco Paolini

Venerdì 31 luglio scorso, con un gruppo di amici della FIM di Verona ho partecipato ad un incontro con l'attore-autore Marco Paolini; non sapevo nemmeno chi fosse e per me è stato un momento di grande interesse; mai avrei pensato che il sindacato potesse offrirmi occasioni di crescita così forti.
Vi voglio raccontare com'è andata.
"35 persone. solo 35 persone perché di più si rischia di far crollare tutto". Siamo alla fine di luglio e questa la "calda" raccomandazione di Marco Paolini. E il tutto era il granaio di un casolare nell'entroterra della laguna veneziana vicino a Mira (quella della Mira Lanza), che viene usato come sala prove per lo spettacolo in preparazione. Saliamo uno per volta su una scala un po' traballante e arriviamo in granaio; caldo soffocante alleviato un po' da qualche ventilatore, ma almeno al riparo dalle zanzare. Capiamo subito il perché del numero cosi ristretto e tassativo; le assi del pavimento dondolano come le gondole. Davanti a noi c'è Marco Paolini con i suoi musici; parte lo spettacolo che, ci spiega, è ancora in cantiere con parti addirittura mai provate. E Paolini ripercorre, aiutato dai versi di Luigi Meneghello e con il suo modo così originale di raccontare, cantare, recitare, mimare, un po' della storia veneta di questo nostro secolo. I giochi dei bimbi, l'esperienza della resistenza partigiana sui monti, il ritorno alla vita dopo la guerra, la ricostruzione...
Scivolano senza che ce ne accorgiamo più di due ore; poi lo spettacolo continua all'aperto sull'aia tra vino, anguria e nuvole di zanzare grandi come elicotteri, Ma c'è nell'aria la magia di questa serata che ci protegge; e la sensazione di aver assistito e partecipato a qualcosa di unico prende sempre più corpo. E Paolini è lì con noi mentre facciamo un po' di rinfresco e risponde paziente alle nostre domande, ci parla dei suoi prossimi impegni, della diretta da Venezia su RAI 2 del Milione, del racconta del Vajont, dello spettacolo a Vicenza, l'interpretazione nei Piccoli Maestri...
Che esperienza !
Grazie FIM.

MARCO PAOLINI


Il debutto avviene con il teatro politico nel 1974. Da queste prime esperienze professionali nasce la voglia di imparare sul serio. Fino al 1982 fa parte di quel movimento di gruppi che in Italia provvisoriamente si chiamano "Teatri di base"; scomparsa la base che li sosteneva sono scomparsi i gruppi, ma non tutti gli attori che ne facevano parte. Autodidatta, attore di strada e clown, trova facilmente i principi e la disciplina necessari al mestiere nell'incontro con il Terzo Teatro. Partecipa al lavoro didattico del Centro di Pontedera e all'ISTA (International School of Theatre Antropology) di Eugenio Barba a Volterra. Dal 1984 al 1986 fa parte del TAG teatro di Venezia in diversi spettacoli di Commedia dell'Arte. Dal 1987 al 1994 aderisce al progetto del Teatro Settimo diretto da Gabriele Vacis. partecipando a molti allestimenti come attore e co-autore (Liberanos, La storia di Romeo e Giulietta, Trilogia della Villeggiatura). A partire dal 1 992 tiene corsi laboratori alla Civica Scuola d'Arte Drammatica "Paolo Grassi' di Milano.
Ha fatto alcune brevi apparizioni in Caro Diario di Nanni Moretti, nel Toro di Carlo Mazacurati e in Piccoli Maestri di Daniele Lucchetti. Dal 1990 sviluppa sempre più una produzione autonoma di opere di a-solo, prodotte da Moby Dick-Teatri della Riviera, cooperativa teatrale con sede a Mira, in provincia di Venezia.
Le storie, i contenuti, le memorie della sua terra d'origine, il Veneto, diventano temi centrali dei suoi spettacoli. Nascono gli ALBUM di Marco Paolini: un ciclo di spettacoli in cui il suo alter ego é il personaggio di Nicola, nome scelto in onore del Petit Nicolas di Renè Goscinny, ispiratore del primo album, intitolato Adriatico, che racconta di un'estate in colonia. Le esperienze in quartiere vengono raccontate in Tiri in Porta, l'adolescenza in Liberi Tutti e la giovinezza in Aprile '74 e 5 .
Queste storie in cui l'attore dà corpo non solo ad un protagonista, ma anche a un numeroso gruppo di personaggi, sono ambientate nella sua città, ma raccontano esperienze che sembrano riguardare anche chi non la conosce. Ogni album è una tappa di crescita, e sullo sfondo, che assume via via sempre più importanza, si intravede l'Italia dal 1964 in poi.
Il lavoro per cui è più conosciuto è il racconto del Vajont (poi chiamato orazione civile per la carica politica che contiene) che fa la cronaca del luttuoso e criminale evento della storia italiana, che costò la vita di 2000 persone e spazzò via il paese di Longarone. Questo lavoro ha ottenuto il Premio Speciale UBU 1995 per il teatro politico e il Premio I.D.I. (Istituto della Drammaturgia Italiana) 1996 per la migliore novità italiana, è diventato un libro edito da Garzanti ed è stato presentato in diretta dalla diga del Vajont il 9 ottobre 1997 per la coproduzione di RAI 2 - Moby Dick.
Dal 1997 Marco Paolini lavora con i musicisti del gruppo Maistral e con uno staff di ricercatori e collaboratori con cui ha realizzato il Milione, quaderno veneziano di Marco Paolini, racconto di viaggio che si snoda su una grande carta della Laguna con salti di tempo e di spazio.
Ha inoltre realizzato 20 nuovi racconti radiofonici brevi per la RAI andati in onda nella trasmissione Radiomania nel febbraio 97.
Dal gennaio 1998 ha iniziato la ricerca sui "Bestiari" con Bestiario in Brenta e con Bestiario Parole Mate. La terza fase di questo lavoro sarà L'Orto, co-prodotto con il Festival del Teatro Olimpico di Vicenza, che debutterà in prima nazionale il 18 settembre c.a.

Giugno 1998