Far_logo.gif (2859 byte)

A 2150 gradi Fahrenheit fonde la ghisa

anno 6 - settembre-ottobre ‘97 - n.

Direttore Antonio Aldrighetti Direttore Responsabile Enzo Righetti Redazione Stefano Boschini, Nicola Lunardi, Antonio Pizzolo, Mariano Tondini, Luca Viviani, Marta Zantedeschi Coordinamento Maria Luisa Perini

 

INDICE:

 

DI QUESTI "TEMPI"...

di Antonio Aldrighetti

La recente crisi di governo, subito rientrata, ha riproposto il tema della riduzione dell'orario di lavoro come questione di estrema attualità.
Il tempismo con cui in Francia è stata proposta una legge sulla stessa questione, e la discussione che ne è seguita in tutti gli ambienti, ha contribuito a rendere la questione di particolare interesse.
Come sindacato e in special modo come FIM, siamo da sempre molto interessati al tema. Nel contratto del 1979, a pochi anni di distanza da quando l'orario era passato da 44 a 40 ore settimanali, abbiamo cominciato la discussione sulla riduzione con l'obiettivo delle 35 ore settimanali.
Da allora, in tutti i rinnovi contrattuali si è discusso di riduzione d'orario, con due obiettivi fondamentali: la difesa dell'occupazione e il miglioramento della qualità della vita.
In una società in cui la produttività aumenta più dei mercati, o si ripartisce il lavoro o sarà inevitabile che sempre più siano i lavoratori senza occupazione, con conseguenze facilmente immaginabili. Peraltro la situazione occupazionale in tutta Europa sta dimostrando che il problema, previsto da molto tempo da una schiera consistente di studiosi, è di estrema attualità.
Se a questo si aggiunge la scontata aspirazione di tutti gli esseri umani a vivere in modo migliore dedicando più tempo a se stessi e meno al lavoro, non possiamo che salutare con gioia la riapertura del dibattito su questo tema, felici che anche coloro che in altre epoche erano scettici su questa questione, abbiano cambiato opinione e speranzosi che coloro che considerano la riduzione dell'orario come un cataclisma, si possano convincere con la discussione che si tratta di una tendenza storica, inevitabile, ma anche positiva.
Se vogliamo che gli obiettivi che ci poniamo raggiungano il massimo dei risultati ed abbiano le minori controindicazioni possibili, dobbiamo dedicare molta attenzione al metodo con il quale affrontiamo la questione.
A differenza di altri paesi, l'Italia ha zone a piena occupazione ed altre con percentuali di disoccupazione elevatissime.
Una secca riduzione d'orario, senza altri provvedimenti o accordi che ne indichino le modalità di applicazione, rischierebbe di aumentare lo straordinario nelle zone a piena occupazione, e di creare pochi posti di lavoro dove il lavoro manca.
Per evitare questo rischio, bisogna che insieme alla riduzione degli orari vengano varati dei provvedimenti che consentano di spostare investimenti produttivi verso le zone più deboli dal punto di vista occupazionale.
Solo interventi che tengano conto delle reali situazioni locali possono garantire questo risultato. Su questo argomento la discussione tra sindacato imprenditori e Governo dovrebbe favorire provvedimenti legislativi adeguati.
C'é poi il problema della competitività delle imprese.
La riduzione d'orario comporta aumento di costi. Sarebbe utile che la questione fosse affrontata a livello Europeo per evitare sbilanciamenti sui costi nelle imprese dei diversi paesi. In ogni caso, la contrattazione articolata dovrà consentire l'applicazione della riduzione con modalità che rispondano alle aumentate esigenze di flessibilità di cui hanno oggi bisogno le imprese per essere concorrenziali sul mercato, coniugandole con le aspettative dei lavoratori di poter utilizzare il tempo liberato dal lavoro per dare risposte alle esigenze individuali.
Anche l'incremento di produttività potrà essere in parte utilizzato per assorbire i costi, consapevoli che le risorse destinate a contenere i costi non saranno utilizzabili per incrementi dei salari reali. La contrattazione dovrà definire gli equilibri della ripartizione delle risorse.
E' evidente che la discussione è solo agli inizi. Noi ci auguriamo che gli imprenditori siano disponibili ad un pacato confronto che tenga conto delle esigenze generali del paese, di quelle da loro sollevate e delle aspettative del sindacato e dei lavoratori.
La legge da sola non può rispondere a tutte le questioni. Serve più contrattazione per costruire le garanzie utili a favorire i risultati positivi che le premesse lasciano sperare.

Ind_news.gif (3824 byte)

RIELLO BRUCIATORI LEGNAGO

LA CASSA ASSISTENZIALE AZIENDALE

 

La Cassa assistenza aziendale alla Riello Bruciatori nasce nei primi anni sessanta con contributo aziendale (25%) e con contributo mensile da parte dei lavoratori trattenuto sulla busta paga.
Inizialmente la cassa integrava la mancanza di salario nei primi tre giorni di malattia.
Con il passare degli anni, si è deciso di ampliare e diversificare i suoi interventi.
Per la morte di un dipendente, oltre alla corona funeraria, segno esteriore di partecipazione, si è voluta concretizzare la vicinanza alla famiglia colpita dal lutto con un contributo economico che viene direttamente trattenuto dalla busta paga dei lavoratori .
In caso di malattia lunga, dove ci fosse una parziale o totale riduzione dello stipendio, si è provveduto all’integrazione fino al 70%.
La Cassa elargiva, inoltre, piccoli contributi ai dipendenti per spese relative agli occhiali (solo lenti) o agli apparecchi ortodontici per i figli.
Nel 1980 abbiamo deciso di modificare gli interventi della Cassa perchè la misura dei contributi era talmente modesta da non essere più adeguata alle necessità. La modifica sostanziale, che viene fatta con il consenso dei lavoratori, consiste nella scelta di mantenere il rimborso per la mancanza di stipendio dovuta a malattia lunga e il contributo di solidarietà in caso di decesso di un dipendente.
Nel ‘96 la svolta. Vista la consistente somma, ormai prossima a 100.000.000 di lire, che la Cassa doveva gestire, si è creato un gruppo di lavoro per individuare nuove idee da proporre ai lavoratori Riello.
Arriviamo così al luglio’ 97 con alcune proposte, accettate dai lavoratori, sull’ utilizzo della C.A.A. a sostegno dei percorsi formativi anche individuali.

Corsi di aggiornamento professionale
I dipendenti aderenti alla Cassa Assistenza Aziendale che al fine di migliorare le loro conoscenze e la loro professionalità parteciperanno a specifici corsi di Informatica, CAD, lingua straniera (vari livelli), usufruiranno di un sussidio pari al 25% del costo del corso.
Condizioni: - dichiarazione di iscrizione al corso
- certificazione di partecipazione e frequenza
Sarà possibile usufruire di tale contributo una sola volta.

Scuola Media Superiore
Ai dipendenti iscritti e frequentanti Scuole Medie Superiori di ogni genere verrà riconosciuto un sussidio pari a 20 ore per il 1997/98 e 40 ore per il 1998/99 ed anni successivi.
Condizioni: - dichiarazione di iscrizione alla scuola
- certificazione annua di frequenza ed ammissione agli esami.
Università
Nei confronti dei dipendenti iscritti ad una qualsiasi Facoltà universitaria la Cassa Assistenza Aziendale interverrà con un sussidio, aggiuntivo rispetto a quanto legalmente e contrattualmente previsto in merito , di 20 ore per il 1997/98 e 40 ore per il 1998/99 ed anni successivi.
Per i dipendenti e/o figli di dipendenti iscritti all’università verrà, inoltre, riconosciuto un contributo pari a 25% della tassa di iscrizione all’università.
Condizioni: - dichiarazione di iscrizione per ciascun anno di riferimento
- certificazione di aver sostenuto almeno due esami annui
- presentazione di copia della rice vuta di pagamento della tassa di iscrizione all’università.
Riteniamo che la formazione sia un elemento sempre più importante in questo mercato del lavoro e ci è sembrato doveroso lanciare un segnale di incoraggiamento a tutti quelli che, giovani o meno giovani, sono disponibili ad acquisire nuove competenze e capacità spendibili nella professione.
Inoltre, tanti giovani sono entrati nelle fabbriche metalmeccaniche, e anche da noi alla Riello, senza aver completato il ciclo di studi. A coloro, tra questi, che intendono finire il corso di studi interrotto o conseguire un diploma, oltre a quanto previsto dal CCNL, noi abbiamo voluto dare un ulteriore contributo. Lo stesso dicasi per coloro che frequentano l’Università.
Abbiamo anche provato a pensare alle famiglie dei dipendenti che hanno figli con grado di handicap 100%. Per questi casi la Legge riconosce 3 giorni al mese di permesso retribuito per l’assistenza ai figli disabili (ma solo se entrambe i genitori sono lavoratori dipendenti).
La nostra C.A.A. prevede per i dipendenti con coniuge e/o figli che presentano invalidità pari al 100% un sussidio di 1 giorno in aggiunta ai 3 previsti dalla legge e per coloro che non godono di analoghi benefici, un contributo equivalente alla retribuzione di 4 giorni al mese.
Riteniamo che con queste proposte si sia fatto un salto di qualità e solidarietà rivolto ai colleghi meno fortunati ma soprattutto rivolto al futuro pensando alla formazione e ai giovani.


Scuola Media Superiore
Ai dipendenti iscritti e frequentanti Scuole Medie Superiori di ogni genere verrà riconosciuto un sussidio pari a 20 ore per il 1997/98 e 40 ore per il 1998/99 ed anni successivi.
Condizioni: - dichiarazione di iscrizione alla scuola
- certificazione annua di frequenza ed ammissione agli esami.
Università
Nei confronti dei dipendenti iscritti ad una qualsiasi Facoltà universitaria la Cassa Assistenza Aziendale interverrà con un sussidio, aggiuntivo rispetto a quanto legalmente e contrattualmente previsto in merito , di 20 ore per il 1997/98 e 40 ore per il 1998/99 ed anni successivi.
Per i dipendenti e/o figli di dipendenti iscritti all’università verrà, inoltre, riconosciuto un contributo pari a 25% della tassa di iscrizione all’università.
Condizioni: - dichiarazione di iscrizione per ciascun anno di riferimento
- certificazione di aver sostenuto almeno due esami annui
- presentazione di copia della ricevuta di pagamento della tassa di iscrizione all’università.

Riteniamo che la formazione sia un elemento sempre più importante in questo mercato del lavoro e ci è sembrato doveroso lanciare un segnale di incoraggiamento a tutti quelli che, giovani o meno giovani, sono disponibili ad acquisire nuove competenze e capacità spendibili nella professione.
Inoltre, tanti giovani sono entrati nelle fabbriche metalmeccaniche, e anche da noi alla Riello, senza aver completato il ciclo di studi. A coloro, tra questi, che intendono finire il corso di studi interrotto o conseguire un diploma, oltre a quanto previsto dal CCNL, noi abbiamo voluto dare un ulteriore contributo. Lo stesso dicasi per coloro che frequentano l’Università.

Abbiamo anche provato a pensare alle famiglie dei dipendenti che hanno figli con grado di handicap 100%. Per questi casi la Legge riconosce 3 giorni al mese di permesso retribuito per l’assistenza ai figli disabili (ma solo se entrambe i genitori sono lavoratori dipendenti).
La nostra C.A.A. prevede per i dipendenti con coniuge e/o figli che presentano invalidità pari al 100% un sussidio di 1 giorno in aggiunta ai 3 previsti dalla legge e per coloro che non godono di analoghi benefici, un contributo equivalente alla retribuzione di 4 giorni al mese.

Riteniamo che con queste proposte si sia fatto un salto di qualità e solidarietà rivolto ai colleghi meno fortunati ma soprattutto rivolto al futuro pensando alla formazione e ai giovani.

LO SAPEVATE CHE...

(a cura di Antonio Pizzolo)

I CONTRIBUTI PREVIDENZIALI
(operai in aziende industriali con oltre 50 dipendenti)

I contributi a carico del dipendente costituiscono approssimativamente 1/4 dei contributi complessivamente dovuti agli enti previdenziali. La maggior parte è invece a carico del datore di lavoro.
Dalla tabella è possibile verificare la “forbice” notevole che c’è tra quanto il lavoratore percepisce come stipendio netto e quale invece è il costo per il datore di lavoro per lo stesso stipendio.

CONTRIBUTO A CARICO AZIENDA% A CARICO  LAVORATORI% TOTALE %
FONDO PENSIONI 23,81 8,89 32,7
TBC 1,87 0 1,87
ASSISTENZA MALATTIA PENSIONATI 0,20 0 0,2
CONTRIBUTO ASILI NIDO 0,10 0 0,1
DISOCCUPAZIONE 1,61 0 1,61
FONDO GARANZIA TFR 0,20 0 0,20
ENAOLI 0,16 0 0,16
MOBILITA’ 0,30 0 0,30
INDENNITA’ MALATTIA 2,22 0 2,22
INDENNITA’ MATERNITA’ 0,66 0 0,66
GESCAL 0,35 0 0,35
SSN 9,60 1 10,6
ASSEGNO FAMILIARE 2,48 0 2,48
CIG STRAORD. 0,60 0,30 0,90
CIG ORDINARIA 2,20 0 2,20
TOTALE 46,36 10,19 56,55


N.B. PER GLI IMPIEGATI L’UNICA MODIFICA CHE INTERVIENE RIGUARDA L’INDENNITA’ DI MALATTIA CHE NON FIGURA TRA I CONTRIBUTI IN QUANTO E’ TOTALMENTE A CARICO DELL’AZIENDA.

SPAZIO DONNA

PREVENIRE E' MEGLIO CHE CURARE

Parte in questi giorni il Progetto Pilota per la riduzione della mortalità da cancro all’utero, rivolto alle donne residenti nei distretti 6 e 7 dell’ U.L.L.S. 20.
Il Coordinamento Unitario Cgil Cisl e Uil Donne Pensionate, organizza a tal proposito una serie di incontri tra i sanitari responsabili del Progetto e la popolazione femminile.
Il calendario è il seguente:
21 ottobre - ore 20,30 a Monteforte d’Alpone
28 ottobre - ore 20,30 a Illasi
4 novembre - ore 20,30 ad Albaredo
12 novembre - ore 20,30 a S. Giovanni Ilarione
18 novembre - ore 20,30 a Caldiero
La sede e i nomi dei relatori verranno comunicati attraverso la diffusione di volantini e l’affissione di locandine in zona.
E’ interesse di tutte le donne conoscere quanto viene loro proposto al fine di una prevenzione che può salvare molte vite.

 

L. 125/91 PARI OPPORTUNITÀ
PROGETTO AZIONE POSITIVA
“SIAMO TUTTE PROTAGONISTE”


La Cisl di Verona, su proposta del coordinamento donne, in collaborazione con il Centro di Formazione professionale Provolo ha presentato il 30 Novembre 1995 al Ministero del Lavoro un progetto di azione positiva con riferimento alla Legge 125/91 sulle “pari opportunità” che ha ottenuto l’approvazione e il finanziamento dal Ministero del lavoro. Il progetto “Siamo tutte protagoniste”, consiste in un corso di formazione per donne portatrici di handicap ed è finalizzato a preparare 12 donne nell’ambito dell’informatica e delle telecomunicazioni. Il corso, che durerà 6 mesi, ed è iniziato il 22 settembre, è gratuito e si propone di formare professionalmente una figura che abbia conoscenze della struttura di un ufficio automatizzato e sia competente nell’utilizzo delle moderne tecnologie. L’Università di Verona si è resa disponibile per alcune sperimentazioni sulla comunicazione a distanza e l’accesso e gestione di reti telematiche. Le corsiste, dunque, avranno l’opportunità di accedere alle tecnologie più evolute. Queste conoscenze prefigurano la crescita, anche nel nostro paese, del telelavoro. Infatti, tra gli obiettivi del progetto vi è quello di mettere le partecipanti nelle condizioni di potersi inserire in modo qualificato in azienda ma, anche di avviare una attività autonoma, tramite il tele-lavoro, a servizio di aziende artigianali, studi professionali o altro.
Ci auguriamo che gli imprenditori veronesi sappiano raccogliere la nostra sfida!

 

PERCHE' SONO ANDATO A VENEZIA
di Luca Viviani

“No alla secessione” il tema della manifestazione svoltasi a Milano e Venezia il 20 Settembre. La partecipazione dei lavoratori, dei pensionati e degli studenti è stata buona anche se confesso che da Verona mi aspettavo qualcosa di più.
La cosa che ho notato appena sceso dal treno è stata che, oltre alle bandiere delle confederazioni, c’erano anche le bandiere dell’Italia, dell’Europa, del Leone di S.Marco.
Non solo colori ma segni importanti, simboli di democrazia e di libertà e, soprattutto, segni di convivenza tra individui diversi e con diverse appartenenze sociali e culturali.
L’appartenenza a culture e tradizioni differenti, all’interno di una regione, di uno stato o di una nazione è l’ espressione, da parte dei singoli, di un grande bisogno di identità. E’ un bagaglio importante che il singolo usa per potersi collocare meglio nella società.
Io ero molto dubbioso sulla manifestazione del 20 settembre in quanto in essa leggevo il rischio di un ulteriore sconfinamento del sindacato oltre il suo terreno specifico.
L’accusa di sconfinamento nell’economia e nella politica dell’iniziativa sindacale confederale ricorre frequentemente negli ultimi anni: dalla politica dei redditi, alla riforma dello stato sociale, dall’impegno contro il terrorismo alla riforma federalista dello stato.
Se sono convinto che il sindacato debba mantenere il più possibile la sua autonomia dalle forze politiche, questo non significa che si debba rinchiuderlo necessariamente nei cosiddetti recinti di competenza, tanto più in questa fase. Con l’obiettivo dell’entrata in Europa gli interessi dei lavoratori coincidono sostanzialmente con gli interessi generali e il sindacato non può che sviluppare un impegno a tutto campo.
La Fim di Verona, come la CISL del resto, si è sempre identificata con un sindacato di tipo pluralista che contiene al proprio interno correnti ideologiche e politiche diverse.
E’ proprio sulla base di questa consapevolezza e delle provocazioni della Lega con il Sindacato Padano che nella Fim di Verona si è voluto affrontare il problema del confronto con una nuova fascia di lavoratori iscritti o simpatizzanti e militanti della Lega. Questo non significa assolutamente condividere le idee leghiste o, come qualcuno ci ha accusato, avere sposato le altrui teorie solo per avere vita facile. Al contrario, è l’immagine di una Fim eterogenea e senza preclusioni di principio, il cui principale scopo è la tutela e la salvaguardia degli interessi di tutti i lavoratori, misurandosi apertamente sui contenuti e sulle problematiche all’interno delle aziende e dei posti di lavoro.

EX LIBRIS

Lo scorso numero di Fahrenheit abbiamo pubblicato parte del dialogo organizzato dalla Fim di Verona con Vittorio Foa. A quel primo appuntamento, decisamente appassionante, sono seguiti a altri due dialoghi con il nostro autorevolissivo interlocutore per proseguire la discussione sui temi dell’autonomia, del federalismo e della secessione.
A Federico Bozzini abbiamo affidato il compito della rielaborazione dei dialoghi che Edizioni Lavoro ci propone riprodotti in un libricino intitolato appunto

TRE DIALOGHI ATTORNO AL CAMPANILE DI SAN MARCO

Vittorio Foa e i Veneti

Il Segretario della Cisl del Veneto, Giorgio Santini, ha collaborato con un suo intervento di presentazione.
Va segnalato che della pubblicazione si è interessata tutta la stampa nazionale e regionale dal Corriere, al Manifesto, al Gazzettino (L’Arena esclusa).
“Dopo l’occupazione del campanile di San Marco, alcuni sindacalisti e alcuni leghisti si incontrano con Vittorio Foa per discutere di federalismo, identità veneta, problema Lega, secessione.
Il risultato sono tre conversazioni dalle quali emerge ancora una volta la specificità del fenomeno Veneto. E’ l’occasione per riflettere su un modello di vita, di organizzazione e di lavoro che investe in prima persona anche il sindacato confederale locale (e in particolare la Fim Cisl che ha organizzato gli incontri). Sindacato che, avendo tra i suoi iscritti anche persone che hanno votato Lega, si trova chiamato a conciliare la necessità di convivenza con questo movimento politico con la propria vocazione all’autonomia e al dialogo. Punto d’approdo vuole essere un federalismo in grado di valorizzare ed esportare le esperienze sociali e amministrative positive, nel rispetto delle identità locali.”

DESTINI INCROCIATI
nel novecento veronese Federico Bozzini

6 lunghe interviste a 6 protagonisti del ‘900 Veronese dagli anni ‘30 ai giorni nostri.
L’intreccio di storie si dipana per tutta la piacevole narrazione. Federico Bozzini è l’ardito costruttore di questo puzzle che, ricostruendo le vicende del novecento veronese, divide e riallaccia in continuazione il racconto dei sei protagonisti da lui intervistati.
Ci appare la Verona del periodo fascista un po' “brasa cuerta” rispetto al regime, una città che si assoggetta con rassegnazione, nascondendo il suo antifascismo nelle pieghe clericali cittadine, all’ombra dei soliti campanili. E quando la Resistenza divampa, Verona fa la sua offerta di uomini , complicità, coperture. “Nel corso dell’estate del 1944 militavano nelle fila della Resistenza 21.600 uomini e donne venete, collocando la regione al secondo posto, dopo il Piemonte, per partecipazione popolare al movimento armato antifascista. Gli equilibri politici del dopoguerra sconsigliarono di menare vanto di questa eredità.”.
C’è poi tutto il periodo della ricostruzione che non significa soltanto rimettere in piedi quello che era stato abbattuto, ma vuol dire riprogettare pensando in ‘grande’ e guardando ‘lontano’ per questa nostra città. Significa valorizzare, con una serie di opere e scelte che all’epoca sembravano assolutamente esagerate, la posizione strategica di Verona sulla direttrice con il Nord, prefigurando il suo sviluppo economico e demografico quando tutto era ancora a livello embrionale.
La Democrazia Cristiana, imperversa; è partito di maggioranza, i suoi esponenti ( i nostri protagonisti) godono di assoluta autonomia nelle scelte e nella gestione delle risorse e solo l’integrità delle persone è la vera garanzia .
Più avanti, con l’ingresso di altri personaggi, la necessità di mantenere le postazioni di potere comincia ad insinuare i tarli che via via negli anni, ingigantendosi, hanno permesso il crearsi delle degenerazioni di cui, in questi ultimi periodi siamo stati amareggiati e offesi testimoni..
A conclusione di questa breve presentazione di un libro che i veronesi hanno quasi il dovere di leggere, trascrivo alcune righe testimonianza del marcio che, autocelebrandosi, cerca di racimolare ancora qualche briciola di legittimità.
«Nel novembre 1991 col patrocinio del Comune di Verona e con la prefazione del Sindaco (Aldo Sala) esce un volume ... dal titolo Verona e la sfida degli anni ‘90. Come dichiara l’editore “è una fotografia della città e della sua provincia all’inizio di questo decennio che ci separa dal duemila”. E’ il monumento in carta patinata che.. la classe dirigente cittadina trionfante e sicura del proprio avvenire dedica a se stessa.
“Nella Democrazia cristiana veronese si è ormai consolidata una triade di stelle di prima grandezza, contornate da astri e pianeti di luminosità variabile. Le tre stelle della costellazione maggiore sono i due leader dorotei, Alberto Rossi e Roberto Bissoli, ed il numero uno della sinistra, Gianni Fontana. I primi in maggioranza, il terzo da una posizione di robustissima e potente minoranza interna. Ma gli snodi ed i gangli vitali del ramificato potere demoscristiano, a Verona, conducono inevitabilmente ad una di queste tre teste di serie.
Un’altra stella importante è poi il leader forlaniano Gastone Savio.
Dopo di che, ci sono i pianeti. Ruotanti attorno agli astri dorotei ci sono il segretario provinciale, Luigi Barbi, l’emergente Elio Nicito, il potente Pietro Albertini, il sovrintendente Maurizio Pulica, l’arrembante Gabriella Zanferrari.
In orbita più o meno ellittica su Fontana, viaggiano l’onorevole Wilmo Ferrari (forse il leader politico più vicino al sindaco Aldo Sala), l’onnipresente Richelieu Carlo Olivieri, l’assessore regionale Antonio Bogoni, il senatore Giovan Battista Melotto.
I pianeti ruotanti attorno a Gastone Savio sono l’inarrestabile Giuseppe Venturini, il colto Alfredo Meocci, il presidenziale Giuseppe Riccardo Ceni.
In orbite particolari e difficilmente catalogabili, viaggiano invece sua Maestà Gabriele Sboarina ed il consigliere regionale Graziano Tovo, l’uno di area dorotea, l’altro più o meno ereticamente legato alla sinistra”.
Mentre il volume è ancora fresco di stampa le stelle di prima grandezza, gli astri e i pianeti, gli emergenti, gli arrembanti, gli onnipresenti, gli inarrestabili, i presidenziali finiranno in massa nell’elenco degli indagati.
Il saggio iniziale di questa apoteosi della prima repubblica nostrana è dovuto alla penna della ricercatrice universitaria Michela Sironi Mariotti. L’editrice è l’Euronobel, proprietà del giornalista Achille Ottaviani ......»
L.P.


da ‘Silenzi’
Emily Dickinson
- Ed. Feltrinelli

Io abito la Possibilità -
Una casa più bella della prosa -
più ricca di finestre - superbe - le sue porte -

E’ fatta di stanze simili a cedri -
che lo sguardo non possiede -
Come tetto infinito
ha la volta del cielo -

La visitano ospiti squisiti -
La mia sola occupazione -
spalancare le mani sottili
per accoglierVi il Paradiso.