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LIBRI

Federico Bozzini, L'arciprete e il cavaliere - Un paese veneto nel risorgimento italiano, Edizioni Lavoro, Roma 1985, Lit. 28.000

LIB_ARC.JPG (8034 byte)Come è stato vissuto il risorgimento nella quotidiana realtà della provincia italiana? Quali i reali contrasti che, inseriti nella "storia di vita"dei nostri antenati, ne accendevano le passioni coinvolgendoli, spesso loro malgrado, nelle "grandi" vicende nazionali?
La copiosa storiografia sul risorgimento poco ha approfondito quest'aspetto, quasi mai riuscendo a liberarsi dagli stereotipi ereditati dalla letteratura post-unitaria.
Il libro ci porta dunque a Cerea, un paese a metà strada esatta tra Verona e Mantova, negli anni cruciali delle guerre d'indipendenza, del passaggio del Veneto all'Italia e della questione romana. Un piccolo mondo dove si intrecciano elementi "veneti", come il ruolo sociale del clero, la tradizione municipale e la legislazione illuminata austriaca, e "grandi" questioni nazionali, come il contrasto Chiesa-Stato, la proletarizzazione e il ribellismo contadino, la crescita della borghesia, la capitalizzazione dell'agricoltura e la trasformazione del territorio. Dove casualmente si incontrano nella loro modesta dimensione quotidiana personaggi che la storiografia ufficiale ci ha tramandato come figure a tratto tondo. E, mentre ricostruisce pazientemente questo "spaccato" risorgimentale, l'autore, aiutato sempre da un rigoroso metodo storiografico, svolge la piacevole e divertente vicenda dell'acceso contrasto tra due sanguigni personaggi: l'arciprete austriacante e papalino e il sindaco liberale e mangiapreti, indiscussi capi delle rispettive fazioni dei fedeli e "ignoranti" contadini e dei progressivi e "intelligenti" borghesi.
Il volume si inserisce all'interno di un programma di ricerche storiche promosse dalla Fondazione Corazzini di Venezia.

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Federico Bozzini, Cipolle e libertà, ricordi e pensieri di Gelmino Ottaviani operaio metalmeccanico alla soglia della pensione, Edizioni Lavoro, Roma 1993, Lit. 18.000

LIB_CIP.JPG (13406 byte)La vicenda umana e sindacale di un operaio metalemeccanico veneto dall'infanzia vissuta in un ambiente rurale, all'ingresso alla Riello fino alla pensione.
In un continuo intrecciarsi di episodi, riaffiorano riflessioni e ricordi, l'esperienza di fabbrica, i periodi poiù caldi delle otte sindacali con i personaggi più significativi, la vita personale e familiare. 



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Federico Bozzini, L'imperatore e lo speziale, Edizioni Lavoro, Roma 1995, Lit. 35.000

LIB_IMP.JPG (8742 byte)Scritto basandosi su documenti e carteggi ufficiali (della prima metà del secolo scorso) tra imperial regio governo, provincia, deputazione comunale, commissari, eccetera, il libro testimonia da un lato la tenacia con la quale il potere centrale austriaco cercava di elevare a livello mitteleuropeo lo standard sanitario dell'estrema periferia dell'impero attraverso l'introduzione di medici, ostetrici e veterinari e, dall'altro, la disarmante e scanzonata caparbietà dei destinatari di tante imperiali attenzioni che, pur senza ribellarsi a nessuna delle premurose direttive viennesi, continuava a preferire l'opera del flebòtomo, della levatrice e del maniscalco, convinti che quanto maggiore era la qualificazione tanto più compromesso con il sistema fosse il professionista. "L'obiettivo del governo non è quello di divulgare la scienza, ma di diffondere e radicare socialmente i funzionari scientificamente legittimati". In questa frase dell'autore è racchiuso lo spirito del suo libro, anzi del libro degli erbetani, perché è il popolo di Erbé, piccolo comune in provincia di Verona, con le sue furbizie, le sue abitudini, le sue risse che brulica in queste pagine resistendo trionfalmente alla razionalità illuminista di uno Stato, in fondo, più padre che padrone.

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Federico Bozzini, Destini incrociati nel Novecento veronese, Edizioni Lavoro, Roma 1997, Lit. 35.000

LIB_DEST.JPG (9454 byte)La nascita del modello veneto di sviluppo, attraverso una ricca indagine storica sull'azione di sei protagonisti del gruppo dirigente democristiano veronese, per ripercorrere le vicende degli ultimi cinquant'anni di un pezzo della regione Veneto.
L'intento dell'autore è quello di far luce sulle modalità di arrivo, partendo da premesse che in teoria potevano condurre verso lidi opposti, al miracolo del nord-est.
Pagine che aiutano a capire il ruolo in questo radicale cambiamento del partito democristiano sotto la cui egida i veneti sono riusciti a cambiare se stessi e l'intera regione, grazie ad una classe dirigente che, per la prima volta radicatasi socialmente, è riuscita nel secondo dopoguerra a contare anche a livello nazionale.

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Federico Bozzini (a cura di), Tre dialoghi attorno al campanile di San Marco, Vittorio Foa e i veneti, Edizioni Lavoro, Roma 1997, Lit. 15.000

LIB_DIA.JPG (10946 byte)Dopo l'occupazione del campanile di San Marco, alcuni sindacalisti e alcuni leghisti si incontrano con Vittorio Foa per discutere di federalismo, identità veneta, problema Legam secessione.
Il risultato sono tre conversazione dalle quali emerge ancora una volta la specificità del fenomeno Veneto. E' l'occasione per riflettere su un modello di vita, di organizzazione e di lavoro che investe in prima persona anche il sindacato confederale locale (e in particolare la   Fim Cisl che ha organizzato gli incontri). Sindacato che,avendo tra i suoi iscritti anche persone che hanno votatoLega, si trova chiamato a conciliare la necessità di convivenza con questo movimento politico con la propria vocazione all'autonomia e al dialogo. Punto d'approdo vuole essere un federalismo in grado di valorizzare ed esportare le esperienze sociali e amministrative positive, nel rispetto delle identità locali.

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