attivita' e servizi

I fondi raccolti al 31/3/2000 sono

£ 109.768.929

Se volete partecipare anche voi al progetto:
C/C n° 13847575 presso Cariverona ag. Piazza Bra - ABI 06355 - CAB 11705 intestato a ISCOS CISL.
Causale: "Progetto Goccia a Goccia".
Idoneità Ministero Affari Esteri n. 128/4173 del 21/12/1985 (come da art. 13 D.L. n. 460 del 4/12/1997)
Le somme che si versano sono elargizioni liberali e quindi deducibili dal reddito.



"Il modo migliore per parlare di solidarietà ... è farla"

E' questa la scommessa che la FIM CISL di Verona vuole raccogliere.
Un paesino sulle montagne del nord Marocco, con una sorgente di acqua frizzante naturale con proprietà terapeutiche, con potenzialità turistiche che creerebbero occasioni di occupazione e quindi di ricchezza senza costringere all'emigrazione.
Queste potenzialità rischiano di restare sogni irrealizzabili perché non esiste acquedotto.
La FIM vuole realizzare questo acquedotto e lo vuole realizzare in tempi brevi e certi: entro il 2000.
Saremo noi a costruirlo con un gruppo di delegati e di volontari specializzati; sarà, come è nostra consuetudine, una operazione nella massima trasparenza.
Per evitare gestioni discutibili, compreremo noi i materiali, organizzeremo il trasporto, realizzeremo la messa in opera. Opereremo in collaborazione con una associazione del luogo che parteciperà ai lavori e si assumerà la responsabilità di mantenere in perfetta funzione l'impianto.
I delegati della FIM di tutte le aziende faranno da garanti e chiunque lo vorrà potrà controllare personalmente i risultati della nostra azione.
A tutti i sottoscrittori verrà dettagliatamente illustrato quanto sarà stato raccolto e come è stato utilizzato.
Se ognuno di noi farà la sua piccola parte potremo realizzare un piccolo progetto utile a migliorare un mondo pieno di insopportabili ingiustizie.
Se poi diventasse esempio, molti piccoli progetti potrebbero realizzare grandissimi risultati.
Chiediamo anche a te di portare una goccia di questa sorgente!

 

IL PROGETTO

Di Tullio Magagna Segretario Generale FIM-CISL Verona

Ogni qualvolta viene iniziata una campagna aiuti per qualsiasi valido motivo, sia in occasione di calamità naturali, di guerre, di paesi poveri, di persone bisognose, trova nella gente un riscontro al di sopra delle aspettative.
Purtroppo, troppo spesso, la generosità viene mortificata dall'uso improprio che qualcuno fa degli aiuti raccolti grazie allo slancio delle persone che con generosità rispondono agli appelli.
Si rincorrono notizie di malfattori che si arricchiscono alle spalle dei disgraziati in attesa di aiuti, di potenti che speculano sulla generosità delle persone, di mafie locali e non che controllano le opere in corso.
Ma la cattiva gestione delle risorse non mette in discussione la bontà delle azioni proposte.
A partire da queste considerazioni ci siamo chiesti se non sia possibile dimostrare che solidarietà e gestione della stessa in modo trasparente e con garanzie che quanto offerto sia realmente e interamente impiegato per il progetto proposto non possano essere obiettivi realizzabili.
E se provassimo noi a dimostrare che si può gestire onestamente e in modo trasparente la solidarietà, valore che sta alla base della nostra vita associativa?
E' necessario che la scelta cada su una iniziativa che possiamo davvero controllare dall'inizio alla fine; che ci consenta di gestire tutto il ciclo dalla raccolta dei fondi, l'acquisto dei materiali, la spedizione e la realizzazione concreta dell'opera sotto il nostro diretto controllo fino alla consegna ai fruitori finali e con la possibilità di verifica di quanti hanno contribuito alla concreta realizzazione del progetto.
Attraverso alcune organizzazioni di solidarietà internazionale abbiamo valutato alcuni progetti: la fabbricazione e la distribuzione di medicinali in alcuni paesi africani, la realizzazione di un ambulatorio in un paese dell'est, la costruzione di scuole o di ospedali e così via. Tutte ci ponevano un problema: avremmo dovuto affidare ad altri pezzi importanti del progetto e quindi non saremmo stati in grado di controllare tutta la catena dall'inizio alla fine.
Gianni Italia, ex segretario generale della FIM nazionale oggi a capo dell'ISCOS, di passaggio da Verona e a conoscenza della nostra intenzione, ci ha girato una proposta che era giunta a lui dal Marocco. Un piccolo paese sulle montagne a nord del Marocco, con qualche potenziale turistico grazie ad una splendida sorgente di acqua frizzante naturale con capacità curative, non ha l'acquedotto e gli abitanti non hanno le risorse per realizzarlo in proprio. Dispongono solo di una fontanella alimentata da un pozzo costruito da loro.
L'acqua corrente è indispensabile per qualsiasi ipotesi di sviluppo di attività, oltre che essere utilissima per la qualità della vita.
Il progetto era alla nostra portata, ci pareva interamente controllabile da noi e dai nostri iscritti, ci piaceva. Si trattava di verificare le informazioni e la fattibilità del progetto.
Abbiamo visitato il luogo, le informazioni corrispondevano alla realtà. Gli abitanti hanno cominciato a costruire una cisterna per la raccolta dell'acqua in un punto in alto sopra il paese da cui sia poi possibile distribuirla a caduta in tutti i punti dove si trovano le abitazioni. Mancano, però, i soldi per le tubazioni e per le pompe che dovrebbero far arrivare l'acqua alla cisterna.
Abbiamo parlato con i rappresentanti degli abitanti, una sorta di assemblea dei capifamiglia, con il sindacato locale e nazionale del Marocco e con i rappresentanti dell'agenzia governativa per lo sviluppo delle regioni del nord, le più povere del paese.
A quel punto le condizioni c'erano e così abbiamo costruito il nostro progetto di realizzazione.
Fatto eseguire da tecnici il piano costruttivo, ne è uscito un conto di materiali, tubi, raccordi, pompe eccetera per circa 200.000.000 di lire: era più di quanto ci aspettavamo, ma contiamo sia possibile arrivarci se ognuno di noi farà la sua parte.
Abbiamo chiesto tra i nostri iscritti e militanti la disponibilità a prestarsi per la realizzazione in termini di volontariato e ne abbiamo avuto una risposta lusingante e pensiamo che altre disponibilità arriveranno.
Agli abitanti abbiamo chiesto la disponibilità a lavorare con noi per la realizzazione dell'opera perché pensiamo che oltre ad essere un aiuto prezioso sia un modo per verificare il loro concreto interesse all'opera e quindi alla disponibilità alla pur poca manutenzione di cui un acquedotto ha bisogno.
Al sindacato del Marocco e all'agenzia governativa abbiamo comunque chiesto la garanzia di sorvegliare in futuro sull'opera per evitare che possano verificarsi utilizzi impropri che non ci farebbero certo piacere.
Verificate queste disponibilità, si tratta ora di raccogliere i fondi necessari. Chiediamo ai lavoratori metalmeccanici veronesi di contribuire con 30.000 lire. Una cifra che tutti si possono permettere. Con meno di quello che ognuno di noi spende in un mese per il caffè possiamo costruire un'opera preziosa per un intero paesino.
Con l'acqua migliorerà sicuramente la qualità della vita e ci sarà una possibilità di sviluppo che forse permetterà ad alcune persone di trovare occupazione e reddito nel loro paese, restando con le loro famiglie senza dover emigrare per garantirsi il reddito.
A noi rimane l'onere della trasparenza. La nostra proposta è che i delegati di tutte le aziende metalmeccaniche veronesi, insieme a quei lavoratori che fossero interessati, diventino il consiglio d'amministrazione del progetto per garantire il controllo di quanto raccolto e del suo impiego per la realizzazione dell'opera. A loro vorremmo affiancare persone esterne all'organizzazione e con soli poteri di controllo per garantire autonomia tra controllati e controllori.
L'impegno che tutta l'organizzazione assume è di garantire assoluta trasparenza fornendo a tutti coloro che vorranno partecipare all'avventura una informazione minuziosa della contabilità dell'operazione sia per quanto riguarda le entrate che per gli impieghi.
Noi siamo convinti di potercela fare, più saremo e meno fatica faremo.
E forse potremo tra qualche mese diventare un esempio da imitare per trasparenza e risultati, e a quel punto avremo raggiunto due risultati: un paese che vive meglio e meno diffidenza nei confronti della solidarietà.

IL PAESE

Il Marocco, capitale Rabat, dista appena 14 km dall'Europa, ed è situato nel nord dell'Africa. Nell'antichità questo paese era considerato tra i più ricchi della Terra per narrazioni e storia. Nella mitologia greca il Marocco era chiamato "Terra di Atlante". Atlante è il re dal quale proviene il nome dell'Oceano Atlantico.
Il Marocco è il risultato di secoli, anzi millenni, di scambi tra culture differenti. La popolazione deriva infatti da berberi, neri, spagnoli, senza escludere, in tempi ancora più remoti, romani, vandali, etc.
Questo ha portato al fatto che non esiste un "tipo di marocchino", ma ve ne sono diversi, cosa che costituisce la ricchezza del paese.
La Nazione dal 1956 è Stato Indipendente.
Oggi assistiamo ad una situazione che vede sostanzialmente il centro-sud del Paese più sviluppato e in condizioni di vita accettabili; il nord invece versa in condizioni di difficoltà estreme, sia dal punto di vista della disoccupazione, sia dal lato della scarsità di risorse di necessità primaria, quale è certamente l'ottimizzazione idrica.

 

ISCOS

L'ISCOS, Istituto Sindacale per la Cooperazione allo Sviluppo, nasce nel 1983 ed è una ONG (Organizzazione Non Governativa) promossa dalla CISL L'Istituto si è affermato nel mondo della cooperazione dimostrando la propria capacità di realizzare progetti, sia nel settore sindacale dei diritti umani che in quello economico-sociale. Uno degli obiettivi fondamentali della propria azione è quello di promuovere la solidarietà fra i lavoratori italiani e quelli dei Paesi in Sviluppo in un'ottica di pace, democrazia e rispetto dei diritti umani.
I progetti realizzati in alcuni dei paesi più poveri del mondo, vengono svolti in collaborazione con le organizzazioni sindacali ed economiche delle comunità locali, nell'intento di non stravolgere con modelli esterni le culture autoctone.
L'ISCOS è oggi impegnato su due fronti tra loro strettamente collegati: da un lato la necessità di continuare le attività strettamente legate alla cooperazione internazionale, dall'altro l'importanza di dedicarsi ad opere di sensibilizzazione sul territorio nazionale, intervento questo reso ancor più necessario dai flussi migratori accolti dall'Italia.
L'ISCOS è presente sul territorio nazionale grazie alla sua struttura, che si articola tra la Sede Nazionale ed i Comitati Regionali.
Il sindacato ha un ruolo storico nell'emancipazione delle classi subalterne, per un pieno diritto dell'essere umano, nella tutela del lavoro e della dignità.
E' essenziale che, in un epoca di grande interdipendenza a livello mondiale, tale bagaglio di esperienza, ampiamente sperimentato all'interno dei confini nazionali, sia messo a disposizione dei Paesi in Via di Sviluppo.
ll compito dell'ISCOS è rendere concreti nella cooperazione internazionale gli obiettivi umanitari fondamentali della CISL.

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AIN HAMRA, COME SARA’

POZZO

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